Spring Dead Spot malattia fungina del prato: rimedi e cura

Riconoscere e prevenire lo Spring Dead Spot (Ophiosphaerella spp)

7 Maggio 2025
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    Riconoscere lo Spring Dead Spot (Ophiosphaerella spp)

    Lo Spring Dead Spot è una malattia fungina causata da funghi del terreno appartenenti ai generi Ophiosphaerella korrae e Ophiosphaerella herpotricha. Colpisce i tappeti erbosi di bermuda (Cynodon dactylon), in particolare quelli super-densi di ultima generazione. Negli Stati Uniti, gli stessi funghi attaccano le specie microterme, e in questo contesto la malattia è nota anche con il nome di Necrotic Ring Spot (NRS). Si tratta di due manifestazioni diverse della stessa patologia, che si distinguono principalmente per l’ospite specifico e la tipologia dei sintomi.

    Il fungo si trasmette sia attraverso le spore sia mediante materiale vegetativo infetto (ad esempio, residui di taglio) e particelle di terreno. È un organismo polifago, in grado di vivere sia in forma parassitaria (sull’erba viva) sia in forma saprofitaria (su materiale vegetale morto e poco decomposto).

    Sebbene sia una malattia autunnale, i sintomi dello Spring Dead Spot sulle macroterme diventano visibili in primavera, sotto forma di macchie rotondeggianti di colore marrone chiaro o giallastro, con diametro compreso tra 30 e 60 centimetri. Le lesioni assumono spesso forma anulare, con ripresa della crescita dell’erba al centro dell’anello. Col passare del tempo, queste aree si degradano, portando alla marcescenza e alla morte dell’erba colpita.

    L’infezione è particolarmente difficile da diagnosticare precocemente, poiché si sviluppa alla fine dell’estate e in autunno. Tuttavia i suoi sintomi si manifestano solo con il rinverdimento primaverile della bermuda, quando compaiono le chiazze di erba morta, mentre il resto riprende rapidamente la crescita.

     

    Come prevenire la comparsa dello Spring Dead Spot (Ophiosphaerella spp)

    È fondamentale effettuare il controllo agronomico per prevenire la comparsa dello Spring Dead Spot, perchè

    • in Italia non esistono fitofarmaci registrati per lo Spring Dead Spot sul tappeto erboso
    • non esistono al momento varietà resistenti alla malattia (per precisione è bene specificare però che le cultivar più resistenti al freddo e alle gelate, come ad esempio ProSelect Rio, risultano tendenzialmente meno attaccate dal fungo)

    È molto importante monitorare attentamente il tappeto erboso in primavera, dopo la ripresa vegetativa e mappare le zone dove appaiono le macchie circolari di erba morta per individuare con precisione le zone più vulnerabili. In questo modo si saprà esattamente dove effettuare gli interventi mirati a diminuire l’inoculo in autunno.

    Interventi per diminuire l’inoculo autunnale dello Spring Dead Spot

    • Bisogna innanzitutto tenere sotto controllo la sostanza organica perchè la malattia trova il suo ambiente ottimale con terreni aventi il rapporto C/N molto alto, tipico di quando si ha alta presenza di feltro e mat dovuta a ad arieggiamenti superficiali (verticut) e/o riporti di terriccio (top-dressing) non eseguiti o eseguiti in modo infrequente. Pertanto, fondamentale per prevenire lo Spring Dead Spot su gramigna è l’arieggiamento effettuato almeno 2-3 volte all’anno:
      • rimozione del feltro
      • riporto di terricci con sabbia non alcalina
      • trattamenti con biostimolanti microbiologici del terreno ad azione feltrodegradatrice quali Vitalnova Blade.
    • I terreni alcalini presentano una maggiore diffusione di Spring Dead Spot. Un grande aiuto contro la sua comparsa viene quindi dall’uso di correttivi acidificanti e dalla concimazione con fonti di azoto acidificanti (solfato di ammonio) o neutre (urea) che da un lato ritardano la comparsa dei sintomi e dall’altro favoriscono il recupero dei tappeti erbosi attorno alle chiazze morte in primavera. L’acidificazione intorno alle radici, causata dall’azoto ammoniacale, aumenta la disponibilità del manganese, componente importante del sistema immunitario della pianta. L’azoto ammoniacale può essere assunto dalle radici della pianta sia direttamente, sia convertito in forma nitrica dai batteri nitrificanti nel terreno. Quando è assorbito direttamente, viene trasformato internamente dalla pianta in azoto nitrico attraverso un processo enzimatico. Attraverso questo processo, le radici rilasciano nella rizosfera sostanze di scarto con proprietà antifungine che agiscono come scudo naturale, inibendo gli attacchi dello Spring Dead Spot.

     

    Come concimare le macroterme per evitare la comparsa dello Spring Dead Spot

    Oltre a monitorare costantemente il pH del terreno verificando che sia sempre acido o neutro, va impostato questo piano di concimazione:

    • autunno (fine settembre-inizio ottobre)
      per stimolare crescita e radicazione distribuire un concime con azoto e potassio in un rapporto da 1:1, come ProTurf Active 15-6-15+7CaO+2,5 MgO con azoto-ammoniacale e ureico a cessione controllata
    • primavera
      ritardare fino a metà aprile la concimazione azotata primaverile e applicare Sportsmaster 17-0-10 (concime acidificante ICL a base di azoto ammoniacale e ureico disponibile su ordinazione). Ripetere durante l’estate ogni 50 giorni.
    • autunno e primavera
      una volta in ciascuna stagione applicare zolfo solubile microgranulare per mantenere il pH nel range della neutralità anche in presenza di acqua di irrigazione leggermente calcarea.

    Rimedi chimici contro lo Spring Dead Spot

    Come indicato ai paragrafi precedenti, in Italia non esistono principi attivi registrati contro questa malattia fungina. Diversamente, negli Stati Uniti è previsto l’uso dell’azoxystrobina ed esiste diversa letteratura a riguardo. Ne parliamo in questo articolo dedicato alla gestione dello Spring Dead Spot su tappeti erbosi di Cynodon dactylon.

     

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