Come gestire i danni causati da eccesso di caldo sulle piante?

Ormai le nostre estati sono lunghe, con temperature che salgono oltre i 34-35 °C e un sole che picchia forte. Per le nostre piante, queste non sono semplici giornate calde, ma veri e propri momenti di stress intenso che possono lasciare un segno, influenzando anche l'annata successiva.

23 Giugno 2025
4 min
Andrea Ghirotti
Agronomy Lead ITA

In questa pagina:

    Durante la stagione estiva, l’agricoltura moderna si confronta sempre più spesso con periodi prolungati di eccesso di caldo e radiazione solare intensa, con temperature che superano costantemente i 34-35 °C.

    Grappolo danneggiato dall'eccesso di luce diretta e calore.

    Grappolo danneggiato dall’eccesso di luce diretta e calore.

    Queste condizioni creano un notevole stress abiotico per le piante, con effetti deleteri che possono estendersi ben oltre l’annata in corso, compromettendo la produttività futura del raccolto.

     

    Come le piante reagiscono allo stress termico

    Inizialmente, le piante attivano meccanismi di difesa per contrastare lo stress, come la chiusura degli stomi per limitare la perdita d’acqua.

    Sebbene queste risposte siano cruciali per la sopravvivenza e il recupero, possono temporaneamente ridurre la fotosintesi e, di conseguenza, la produzione. Tuttavia, quando le condizioni diventano troppo estreme o persistono a lungo, le capacità di difesa della pianta sono superate e i danni diventano chiaramente visibili.

    Lo stress combinato da calore e radiazione solare può manifestarsi in diversi modi:

    • Apparato fogliario: Le foglie più vecchie possono mostrare perdita di turgore e apertura stomatica disfunzionale, mentre quelle nuove appaiono più piccole, limitando la superficie fotosintetica.
    • Riduzione della fotosintesi: La chiusura stomatica, sebbene protegga dalla disidratazione, limita l’assorbimento di CO₂, riducendo o persino bloccando la fotosintesi. Questo porta a una drastica diminuzione della produzione di carboidrati essenziali per la crescita e lo sviluppo.
    • Senescenza dei tessuti: L’aumentata produzione di Specie Reattive dell’Ossigeno (ROS) provoca un danno ossidativo alle cellule, accelerando la senescenza dei tessuti e causando danni irreversibili.
    • Squilibri ormonali: L’equilibrio tra gli ormoni vegetali (come auxine, citochinine e gibberelline) viene alterato, compromettendo la crescita armonica e lo sviluppo della pianta.
    • Danni qualitativi sui frutti: La ridotta produzione di carboidrati e gli squilibri ormonali possono tradursi in una significativa riduzione della pezzatura dei frutti e in uno scarso accumulo di solidi solubili, incidendo negativamente sulla qualità organolettica e commerciale.
    • Impatto sull’annata successiva: Le alterazioni fisiologiche causate dallo stress termico possono compromettere la differenziazione delle gemme e l’accumulo di sostanze di riserva. Questo si manifesta con disuniformità di germogliamento, una scarsa presenza di gemme a fiore o miste e uno sviluppo stentato della vegetazione nella primavera seguente.

     

    Strategie agronomiche per la gestione dello stress da caldo

    La disponibilità idrica e una corretta gestione dell’irrigazione possono certamente mitigare o evitare l’aggravarsi dei danni da stress termico, ma non sono sufficienti a eliminarli completamente. La chiave per una protezione efficace risiede nella prevenzione degli stress abiotici, intervenendo prima che la pianta manifesti sintomi evidenti. Il recupero (“recovery“) da stress severi è infatti un processo complesso e spesso inefficace.

    Tra le strategie più efficaci per proteggere le colture dall’eccesso di caldo, l’agronomo raccomanda:

    • Ombreggiamento: Utilizzo di reti antigrandine, reti ombreggianti o l’applicazione di prodotti ombreggianti specifici per serre, che riducono l’irradiazione solare diretta.
    • Schermatura con formulati specifici: Impiego di prodotti a base di polveri di roccia come caolino o zeolite, che creano uno strato protettivo riflettente sulla superficie fogliare.
    • Irrigazione climatizzante: Adottare sistemi di irrigazione a sprinkler che, attraverso l’evaporazione dell’acqua, assorbono calore e abbassano la temperatura dell’ambiente circostante le piante.
    • Biostimolanti per stress termico: Applicazione di biostimolanti specifici formulati per mantenere il turgore cellulare, con effetti antiossidanti e ormono-simili, capaci di prevenire i danni e favorire il recupero fisiologico.

     

    Il consiglio dell’esperto: quali prodotti usare e come comportarsi

    Per affrontare le sfide poste dall’eccesso di caldo, ICL mette a disposizione la sua innovativa Metabolite Technology, elemento chiave di tutta la linea di formulati BEOZ™.

    Un prodotto all’avanguardia per il supporto delle piante nelle fasi più critiche è BEOZ™ Adamite. Si tratta di un formulato di nuova generazione per applicazione fogliare, basato su estratti di alga Ascophyllum nodosum, aminoacidi vegetali liberi e metaboliti specifici.

    Il suo meccanismo d’azione multifattoriale conferisce a BEOZ™ Adamite un’elevata efficacia. L’attività sinergica delle diverse matrici vegetali è potenziata dallo stimolo fornito dai metaboliti. Ad esempio, aminoacidi come l’acido glutammico e la lisina sono fondamentali per il corretto funzionamento delle aperture e chiusure stomatiche, mentre glicina e acido glutammico sono precursori del glutatione, un potente antiossidante naturale che limita i danni ossidativi a livello cellulare.

    BEOZ™ Adamite si distingue anche per l’elevata concentrazione di mannitolo (5,7 g/L), un osmolita che regola il turgore cellulare e stabilizza proteine e membrane, incrementando così la tolleranza della pianta a condizioni di alte temperature, siccità e salinità.

    Inoltre, le prove di campo hanno evidenziato che BEOZ™ Adamite possiede un’attività citochinino-simile. Questo aspetto è cruciale per stimolare la moltiplicazione cellulare e contrastare lo squilibrio ormonale (incremento di etilene e acido abscissico, ormoni della senescenza) indotto dallo stress termico, che altrimenti comprometterebbe lo sviluppo dei frutti e l’attività vegeto-produttiva.

    BEOZ™ Adamite si applica per via fogliare alla dose di 2-3 L/ha, preferibilmente nei momenti di intensa attività metabolica e in previsione di periodi di stress.

    Per un utilizzo ottimale e strategie di intervento mirate, si consiglia sempre di consultare l’etichetta del prodotto o di contattare un esperto ICL.

    Potrebbero interessarti anche: