Substrati senza torba: padroneggiare la concimazione in un’epoca di transizione
Il passaggio a miscele di substrato prive di torba prende sempre più piede. Da un lato è un passo verso una maggiore sostenibilità, dall’altro pone nuove sfide per chi produce piante ornamentali.
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I piani di concimazione in vivai e floricolture dove si uano substrati senza torba (o peat-free) devono mantenere adeguati livelli di azoto e calcio. Infatti le strategie nutritive devono considerare con attenzione le materie prime che si usano.
Lianne van Wijk, International Technical Manager Florovivaismo di ICL, in questo articolo ci dà alcuni spunti pratici su come sviluppare il giusto approccio di concimazione per i substrati peat-free e mette l’accento su soluzioni pensate per supportare i coltivatori in questa fase di transizione.
Per molti anni, la torba è stata la materia prima predominante nei substrati per piante in vaso, floricole e colture da vivaio. Il suo utilizzo è sottoposto a crescenti pressioni a causa del presunto impatto ambientale dell’estrazione della torba (ci sono studi che si impegnano a provare il contrario). “I produttori europei e non solo, dovranno inevitabilmente ridurre o eliminare la torba dai propri substrati di coltivazione“, afferma Lianne. “E molti hanno già fatto progressi importanti in questa direzione. La fibra di legno e la fibra di cocco sono attualmente le alternative più utilizzate.”
La coltivazione senza torba richiede precisione
Lianne riconosce che lavorare con substrati privi di torba o a ridotto contenuto di torba è un’impresa complessa. “La torba ha proprietà molto specifiche. Offre una buona capacità tampone, regolando la disponsibilità di umidità e nutrienti. Inoltre, il carbonato di calcio o il carbonato di calcio e magnesio miscelati con la torba durante la produzione del terriccio aiuta a mantenere un pH stabile a valori determinati.” Molti materiali alternativi non offrono la stessa capacità tampone per acqua, nutrienti o pH. Ciò significa che le strategie di concimazione devono essere adattate di conseguenza. “L’approccio corretto dipende tutto dai quali materiali alternativi si usano. Non c’è una soluzione standard che vada bene ovunque: è davvero un lavoro di precisione molto complesso.”

Lianne van Wijk, International Technical Manager Florovivaismo di ICL
L’azoto richiede molta attenzione
Concimi alternativi in fase di sviluppo
ICL Growing Solutions supporta i coltivatori in diversi modi durante questa transizione.
- Uno è attraverso la consulenza di esperti sulla regolazione della concimazione e la sperimentazione di diverse strategie.
- Un altro è attraverso investimenti nello sviluppo di nuovi concimi specifici. “Ad esempio, ora offriamo un concime azotato a cessione controllata che rilascia azoto nell’arco di cinque o sei mesi, Osmocote N” afferma Lianne. “Con i substrati alternativi, diventa sempre più importante fornire azoto extra durante la stagione di crescita a causa del maggiore rischio di lisciviazione dei nutrienti“.
- Una delle prossime innovazioni CRF (Controlled Release Fertilizers, Concimi a Cessione Controllata) è un prodotto azotato con un rivestimento biodegradabile. “Questo in previsione della legislazione del 2028 che impone a tutti i concimi avvolti di degradare completamente entro quattro anni dal termine del loro periodi di cessione dichiarato“.
- Parallelamente, ICL Growing Solutions sta sviluppando nuove soluzioni a base di calcio. “Le miscele a base di torba vengono in genere corrette con carbonato di calcio o carbonato di calcio e magnesio. Diminuendo o eliminando la percentuale di torma in molti substrati alternativi, risulta necessario un apporto aggiuntivo di calcio.”
Un piano di concimazione completo
Sebbene azoto e calcio siano punti chiave, Van Wijk sottolinea l’importanza di considerare il quadro nutrizionale completo. “Tutto deve essere in equilibrio. È necessario monitorare i livelli di potassio e fosforo e non sottovalutare il ruolo dei micronutrienti. Stiamo parlando di concimazione di precisione di livello avanzato: comprendere i livelli di microelementi richiede una conoscenza approfondita dell’esatta composizione del substrato.”
Il campionamento del substrato è essenziale
Il consiglio di Lianne van Wijk per i florovivaisti che sperimentano substrati privi di torba o parzialmente privi: prelevare campioni di substrato regolarmente. “Inizia con un campione all’inizio del ciclo vegetativo: questo diventa il punto di riferimento. Continua a raccogliere e analizzare campioni durante il ciclo colturale in modo da poter monitorare l’evoluzione dei livelli di nutrienti e regolarti di conseguenza. Non dimenticare di campionare anche l’acqua di irrigazione e di adattare la tua strategia di concimazione ai risultati. Perché, in fin dei conti, misurare significa avere il controllo sulle variabili.”
Lianne van Wijk
International Technical Manager Ornamental Horticulture
ICL Growing Solutions
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