Riparare un prato di macroterme col trapianto di piantine precoltivate o microzolle (plugs)

Alcune specie si possono riprodurre solo per forma vegetativa, la propagazione è l’unica possibilità: ecco perchè i plugs precoltivati sono uno strumento molto valido per riparare i danni su prati di macroterme

23 Luglio 2025
2 min

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    Nell’articolo dedicato alla Guida al ripristino di un prato danneggiato abbiamo accennato che per le riparazioni localizzate di danni su prati di macroterme come Stenotaphrum-gramignone ma anche Cynodon-gramigna, Paspalum e Kikuyo si può usare la tecnica del trapianto di microzolle o plugs.

     

    Che cos’è il trapianto di microzolle o plugging

    Quando “importiamo” una tecnica agronomica dai paesi anglofoni, tendiamo a utilizzarne il nome in inglese. Quindi la riprazione tramite piantine precoltivate fornite in microzolle spesso anche da qui noi viene chiamata plugging, da “to plug”, collegare, inserire, tappare.

    I plugs sono piante d’erba macroterma coltivate in vasetti o vassoi di coltivazione fornite sottoforma di piccole zolle quadrate di 5-10 cm di lato. Queste piccole porzioni di prato già formato vanno trapiantate nelle aree danneggiate.

    Restaurare un prato di macroterme danneggiato tramite la tecnica del trapianto di microzolle (plugging) è una soluzione efficace soprattutto sui prati di gramignone (Stenotaphrum secundatum), ma può essere utilizzata anche per la riparazione di prati di gramigna (Cynodon dactylon), Kikuyo e Paspalum, sebbene per queste ultime tre di solito si preferiscano altri metodi di propagazione. Questa tecnica è particolarmente indicata sia per le riparazioni localizzate, ma avendo costi inferiori rispetto alla riparazione tramite posa di zolle a volte viene usata anche per aumentare la densità di un prato diradato.

     

    Come si esegue il trapianto di piantine precoltivate o microzolle (plugging)

    1. Per prima cosa il terreno va lavorato e preparato, rimuovendo eventuale pietrisco o sassi e livellato
    2. Le microzolle precoltivate di Stenotaphrum o gramignone devono essere piantate nel terreno a una distanza di circa15-30 cm le une dalle altre, a seconda della rapidità con cui si desidera che il prato si richiuda
    3. Dopo l’inserimento dei plugs sul terreno, è importante coprirli accuratamente con un terriccio sabbioso
    4. Irrigare abbondantemente per mantenere il terreno costantemente umido nelle prime settimane, condizione essenziale in qualsiasi situazione in cui si debba sostenere la radicazione e la crescita, come illustrato in questo articolo sulle prime irrigazioni dopo la semina.

     

    La concimazione delle microzolle o plugs, usati per le riparazioni

    Il concime specifico per nuovi impianti è LandscaperPro New Grass 16-26-12. Trovi illustrate le sue caratteristiche in un articolo specifico sulla concimazione starter.  Così trapiantato, lo Stenotaphrum riece a radicare rapidamente e espandersi velocemente, chiudendo  le zone prive d’erba.

    Come per la stolonizzazione, dopo circa 50 giorni dall’impianto è consigliabile spingere la crescita del prato riparato, tramite una concimazione azotata a cessione controllata, usando  LandscaperPro Maintenance 20-5-8+2MgO alla dose di 30 g/m². Questo favorisce la salute e la densità del prato riparato.

     

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