Come curare le ortensie in vaso e in giardino: guida completa

I consigli degli esperti ICL sulla cura delle ortensie, per vivaisti e giardinieri

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    Introduzione alla cura delle ortensie

    Prima di vedere come curare le ortensie e mantenerle al meglio a livello professionale, conosciamo meglio questa pianta.

    Molto presenti in giardini e parchi, appartengono al genere Hydrangea, che comprende numerose specie diffuse spontaneamente in Asia e nelle Americhe.

    Alcune, come  Hydrangea macrophylla, serrata e paniculata, sono state introdotte dal Giappone, a differenza di altre come Hydrangea aspera e sargentiana che arrivano dalla Cina e dal Tibet.  Hydrangea arborescens, quercifolia e radiata sono invece caratteristiche dell’America del Nord.

     

    Caratteristiche delle ortensie

    Le ortensie differiscono molto tra loro per forma e colore del fiore, portamento, esigenze pedoclimatiche, sviluppo. Alcune specie possono superare i tre metri di altezza, mentre altre rimangono più compatte, sotto il metro.

     

    Le infiorescenze

    Quelli che comunemente chiamiamo fiori sono in realtà infiorescenze, piatte o globose, composte da fiori fertili piccoli e fiori sterili  grandi, ben evidenti per i loro sepali colorati che caratterizzano la pianta. La maggior parte delle specie  spontanee hanno infiorescenze piatte, i cui fiori fertili sono al centro circondati da fiori sterili sul bordo, mentre nelle varietà con infiorescenze sferiche, i fiori sterili prevalgono coprendo quelli fertili.

     

    I colori

    La gamma dei colori varia dal blu/azzurro al rosso/rosa, al bianco, passando per gradazioni e sfumature diverse. Il colore può anche cambiare nella stagione, influenzato dall’esposizione e soprattutto dal pH del terreno; suoli molto acidi permettono alle varietà blu di assumere il loro colore, mentre terreni neutri o basici risultano idonei per ortensie a fiori rosa o rossi. Questo perchè il pH del substrato o del suolo condiziona la disponibilità di alluminio, elemento che le radici assimilano e che determina il colore dei fiori. Il bianco è tipico delle idrangee con pochi pigmenti.

    come curare ortensie in giardino

    Hydrangea paniculata

     

    Cura e manutenzione delle ortensie in vaso e giardino

    Esposizione e luce

    La maggior parte delle ortensie, come le Hydrangea macrophylla, predilige la mezz’ombra, magari con una luce indiretta o filtrata, con sole al mattino e penombra nel pomeriggio per salvaguardare foglie e fiori dal caldo eccessivo.

    Alcune varietà come paniculata, quercifolia e arborescens tollerano anche posizioni più soleggiate soprattutto nelle zone a clima più mite, nelle aree con un clima molto caldo sarà da preferire una zona più ombrosa soprattutto nelle ore centrali e pomeridiane. Anche l’ortensia rampicante preferisce un ambiente in penombra, con una luce filtrata.

    Come e quando concimare le ortensie

    Per una fioritura abbondante è importante concimare regolarmente usando fertilizzanti completi di microelementi, prediligendo come periodo l’inizio della primavera. Per prevenire fenomeni di clorosi, integrare con ferro utilizzando un concime come LandscaperPro Flora.

     

    Il problema del pH per le ortensie

    Soprattutto per le varietà a fiore blu, che richiedono pH acido, il pH di substrato o suolo su cui vengono messe a dimora è fondamentale: in una condizione di impianto errata, in un substrato con pH elevato, sarà difficile ottenere il colore blu e sarà  alquanto complesso rimediare con la concimazione.

    Per queste ortensie blu è importante perciò utilizzare un substrato specifico per acidofile dovendo mantenersi un pH particolarmente basso (pH 4,5 ideale) evitando contestualmente apporti eccessivi di fosforo che bloccano l’alluminio responsabile dell’azzurramento dei fiori.

     

    Irrigazione delle ortensie: quanta acqua serve?

    L’umidità è importantissima: le ortensie, soprattutto le macrophylla, amano un terreno umido, in particolare durante la fioritura e nei periodi caldi, per cui una innaffiatura regolare gioverà alle piante. Irrigando alla base della pianta si eviteranno possibili ustioni alle foglie (effetto lente in presenza di sole diretto) oltre a diminuire il rischio di  malattie fungine.

     

    Come mantenere le ortensie dopo la fioritura: la potatura

    In linea di massima la potatura di tutte le ortensie va effettuata tra autunno e inizio primavera, quando le nuove gemme sono visibili ma non ancora aperte.

    Per potare correttamente è importante capire se le specie con cui abbiamo a che fare fioriscono sul legno nuovo o sul legno vecchio.

     

    Fioritura su legno nuovo

    Eliminare i rami secchi o danneggiati favorisce la crescita di nuovi germogli robusti, soprattutto per H.  Paniculata e H. Arborescens, che formano il fiore su rami nuovi; di conseguenza la potatura puo esser fatta anche a fine inverno.

    Per queste specie si possono ridurre i rami nella lunghezza lasciando  2/3 gemme.

     

    Fioritura su legno vecchio

    Nel caso di H. Macrophylla, che sviluppa i fiori sui rami dell’anno precedente (legno vecchio), è possibile rimuovere direttamente i fiori appena stanno per sfiorire.

    Per le specie come macrophylla, quercifolia, aspera e serrata, in cui le gemme a fiore si trovano sotto al fiore vecchio e di conseguenza fioriscono sul ramo vecchio, la potatura sarà attenta, misurata: un ramo tagliato troppo basso porterà fiore solo l’anno successivo.

    Relativamente al taglio basso, per l’ortensia  quercifolia e per l’ortensia rampicante le potature saranno molto limitate, di contenimento, solo quando e dove servisse.

     

    Problemi comuni e malattie delle ortensie

     

    Parassiti delle ortensie

    • Afidi: sono piccoli insetti parassiti  che si nutrono di linfa prelevandola tramite stiletti dai tubi cribrosi della pianta. Oltre a sottrarre linfa, con l’immissione di sostanze salivari alterano foglie, fiori, steli e possono essere responsabili di penetrazione di crittogame e virus. Producono melata, sostanza zuccherina che genera fumaggini e che può essere utilizzata come alimento da altri insetti come ad esempio le formiche che a loro volta contribuiscono alla diffusione e alla protezione degli afidi.

      Prevenzione e cura: la lotta si basa su soluzioni chimiche, ma il contrasto con insetti utili risulta sempre più importante ed efficente.

     

    • Cocciniglie: piccolo insetto parassita che a seconda delle specie di pianta ospite, causa uno scolorimento delle piante e la successiva necrosi del tessuto, deformazioni delle piante e le piante fortemente infestate smettono di crescere e alla fine muoiono.
      Prevenzione e cura: un’ottima prevenzione la si fa con i Crisopidi, predatori naturali (non solo contro la cocciniglia, ma anche contro afidi). Oppure semplicemnte lavando i parassiti, appoggiati sulle foglie e sui fusti, con sapone molle, alcool e acqua, oli bianchi minerali, olio di neem e di lino.

     

    • Acari: gli acari fitofagi appartengono alla famiglia dei Tetranichidi e possono provocare danni alle foglie formando aree clorotiche, disseccamenti, alterazioni di colore delle foglie o deformazioni ipertrofiche localizzate.
      Prevenzione e cura: mantenimento di un ambiente umido e fresco, poiché questi parassiti prosperano in condizioni calde e secche.

     

    Malattie fungine delle ortensie

    • Oidio: fungo aggressivo che si diffonde in condizioni di umidità e temperature miti. Sui giovani germogli i sintomi sono evidenti per la presenza di un micelio di colore bianco. Sulle giovani foglie è presente su entrambe le pagine fogliari e solo sulla pagina inferiore nelle foglie più sviluppate.
      Prevenzione e cura: importante il monitoraggio delle condizioni ambientali e intervenire prima della comparsa del danno con prodotti a base di rame o zolfo.

     

    • Botrite: malattia fungina che si sviluppa soprattutto in condizioni di umidità elevata e scarsa ventilazione, colpendo fiori e foglie con necrosi scure ricoperte da muffa grigia.
      Prevenzione e cura: si previene garantendo un buon arieggiamento, non eccedendo nelle irrigazioni ed evitando i ristagni d’acqua. Ottimi rimedi naturali contro la muffa grigia sono la zeolite, il bicarbonato di potassio e l’estratto di equiseto.

     

    • Maculatura delle ortensie: si manifesta con macchie tonde di colore bruno sulle foglie, che poi ingialliscono su tutta la lamina e cadono.
      Prevenzione e cura: effettuare trattamenti con prodotti a base di rame sono utili anche per combattere questa malattia.

     

    I prodotti di ICL per la produzione e cura delle ortensie

    LandscaperPro Osmocte Flora per concimazione di base e riconcimazione.

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