Stress termico e forti radiazioni: l’effetto sulle piante

Nel panorama climatico attuale, le piante devono affrontare un nuovo e invisibile nemico: lo stress ambientale causato da forti radiazioni e temperature elevate. Sebbene il sole sia essenziale per la fotosintesi, l'eccessiva radiazione solare combinata con l'aumento dei livelli di calore può seriamente interrompere i modelli di crescita, l'assorbimento dei nutrienti e persino i raccolti.

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Dott. Eduardo Lopes Cancellier
Biostimulants Agronomy Specialist

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    L’elevata radiazione e il calore possono interrompere la fotosintesi, danneggiare gli enzimi e rallentare la crescita delle piante, rendendo la gestione dello stress vitale per l’agricoltura moderna.

    Questo articolo spiega come i biostimolanti aumentano la resilienza delle piante migliorando la difesa cellulare, l’assorbimento dei nutrienti e l’equilibrio ormonale. Con innovazioni come BEOZ® Adamite di ICL, gli agricoltori possono aiutare le colture a mantenere produttività e vigore anche in condizioni ambientali estreme.

     

    Come reagiscono le piante allo stress?

    Le piante prosperano grazie alla luce solare e al calore, ma quando le temperature aumentano e la radiazione solare si intensifica, ciò che una volta era vivificante si trasforma rapidamente in una minaccia silenziosa. In queste condizioni difficili, le piante subiscono una serie di cambiamenti fisiologici che, pur essendo finalizzati alla sopravvivenza, spesso vanno a scapito della crescita e della produttività.

    Chiusura stomatica

    Una delle prime linee di difesa è la chiusura stomatica. I minuscoli pori sulla superficie fogliare si chiudono per conservare l’umidità, riducendo la perdita d’acqua attraverso la traspirazione.

    Tuttavia, questa risposta protettiva limita anche l’assunzione di anidride carbonica, un processo essenziale per la fotosintesi. Con meno CO₂, la capacità della pianta di generare energia diminuisce, rallentando la sintesi dei carboidrati e influendo sull’accumulo complessivo di biomassa.

    Degradazione di enzimi e proteine

    Lo stress da calore danneggia anche le proteine e gli enzimi essenziali, in particolare il Rubisco, il protagonista della fotosintesi. Se esposte a temperature elevate, queste delicate molecole perdono struttura e funzione, interrompendo i processi di produzione di energia all’interno dei cloroplasti.

    Allo stesso tempo, il calore destabilizza le membrane, riducendo la capacità della pianta di catturare e convertire la luce in modo efficiente.

    Stress ossidativo

    Come se non bastasse, l’intensa luce solare porta spesso allo stress ossidativo. L’inondazione di energia solare travolge i sistemi fotosintetici, innescando una sovrapproduzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), molecole altamente instabili che danneggiano le cellule dall’interno.

    Il ROS attacca i lipidi nelle membrane, frammenta il DNA e degrada le proteine, indebolendo i tessuti dalle radici alle foglie.

     

    Posso vedere l’impatto dello stress sulla pianta?

    , i sintomi sono visibili ad occhio nudo.
    Queste interruzioni interne si manifestano rapidamente nel modello di crescita della pianta. Lo sviluppo rallenta, la divisione cellulare e l’espansione delle foglie si arrestano, portando a piante rachitiche che faticano a coprire il terreno o ad assorbire efficacemente la luce.
    Quando inizia la fioritura, lo stress peggiora. Il polline perde la vitalità, i tassi di fecondazione diminuiscono e l’allegagione diventa irregolare. Di conseguenza, i raccolti non sono solo minori, ma spesso di qualità inferiore.

    Il calore colpisce le piante anche sotto terra. La crescita delle radici rallenta, l’assorbimento d’acqua si indebolisce e l’assorbimento dei nutrienti vacilla. I minerali chiave come il potassio, che aiuta la funzione stomatica, e il calcio, vitale per una forte parete cellulare, diventano più difficili da raggiungere per la pianta.
    Queste carenze aggravano i sintomi visibili dello stress: appassimento, scarsa fioritura e fruttificazione irregolare.

     

    Perché i biostimolanti sono importanti nella gestione dello stress?

    L’agricoltura moderna sta adottando i biostimolanti come parte di una difesa a più livelli contro lo stress indotto dal clima. Ma il loro successo dipende dall’essere utilizzati in tandem con un programma di fertilizzazione ben bilanciato. I biostimolanti non sostituiscono i fertilizzanti, li completano migliorando la resilienza interna della pianta e ottimizzando le risposte fisiologiche.

    Miglioramento della difesa cellulare

    Un vantaggio chiave è la capacità dei biostimolanti di rafforzare la tolleranza allo stress a livello cellulare. I biostimolanti contenenti aminoacidi, estratti di alghe marine, acidi umici o altri ingredienti attivano i sistemi antiossidanti della pianta, aiutando a neutralizzare le specie reattive dell’ossigeno (ROS) prima che danneggino i tessuti. Questo protegge i macchinari fotosintetici, supporta l’attività enzimatica e riduce il rischio di lesioni ossidative nelle foglie e nelle radici.

    Sostenere l’assorbimento di acqua e nutrienti

    Inoltre, i biostimolanti possono migliorare l’assorbimento di acqua e nutrienti stimolando la crescita delle radici e aumentando la permeabilità delle membrane radicali. In condizioni calde in cui la chiusura stomatica limita il trasporto interno, i biostimolanti aiutano a mantenere le funzioni essenziali migliorando la mobilizzazione dei nutrienti, in particolare per il potassio, il calcio e i micronutrienti necessari per il successo riproduttivo e la stabilità della parete cellulare.

    Aumentare l’equilibrio ormonale

    Nelle fasi di fioritura e fruttificazione, alcuni biostimolanti favoriscono l’equilibrio ormonale, aumentando i livelli di citochinine e gibberelline che vengono spesso soppresse durante lo stress da calore. Ciò porta a una migliore vitalità del polline, a una migliore allegagione e a uno sviluppo dei semi più uniforme, anche in condizioni non ottimali.

     

    Cosa posso utilizzare per combattere lo stress termico?

    Specialmente per situazioni di caldo estremo, ICL ha formulato BEOZ® Adamite , un biostimolante di nuova generazione a base di estratti d’alga, aminoacidi vegetali e metaboliti in grado di mitigare gli stress abiotici sulla pianta, favorire l’induzione di resistenza e migliorare le proprietà qualitative dei frutti e che beneficia della Metabolite Technology .

    L’effetto della Metabolite technology (MT) in BEOZ ADAMITE
    La specifica combinazione tra metaboliti e componenti bioattive (presenti nel pool di aminoacidi vegetali e nell’estratto di Ascophyllum nodosum) rendono BEOZ® Adamite un biostimolante altamente innovativo, che agisce direttamente sulla fisiologia della pianta e ottimizza i processi anche in caso di elevate temperature e stress idrico. Ne risulta un maggior accrescimento dei frutti e un’attività fotosintetica più intensa e prolungata.
    I metaboliti, presenti in tutti i prodotti della gamma BEOZ, non necessitano di stoccaggio in frigorifero e hanno una shelf life prolungata.

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