La nutrizione fogliare: tempistiche per l’applicazione
La nutrizione fogliare non è più una pratica da eseguire secondo la logica del "tratta quando hai tempo". Per i produttori professionisti, la reale efficienza della concimazione fogliare dipende dalla comprensione di due momenti precisi: quando la foglia è fisicamente in grado di assorbire i nutrienti e quando la pianta è fisiologicamente pronta a utilizzarli.
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Il tempismo di applicazione è governato dalla fisica ambientale, dallo stato biologico della coltura e dai vincoli operativi in campo. Quando questi fattori si allineano perfettamente, la nutrizione fogliare si trasforma in uno degli strumenti di gestione colturale più precisi e potenti dell’agricoltura moderna.
I parametri che influenzano il momento dell’applicazione del concime fogliare
Umidità relativa e fase liquida
L’assorbimento fogliare avviene solo quando i nutrienti rimangono disciolti in una pellicola liquida sulla foglia. Una volta che le goccioline si asciugano, l’assorbimento si interrompe. L’umidità relativa determina quanto a lungo questa fase liquida persiste. Le condizioni serali e notturne in genere prolungano la fase liquida molto più a lungo rispetto alle applicazioni mattutine.
Punto di deliquescenza: la soglia di umidità per l’assorbimento dei nutrienti
Ogni sale nutritivo ha uno specifico scopo. Punto di deliquescenza (POD) . È il livello di umidità relativa al di sopra del quale il sale rimane disciolto. Al di sotto di questa soglia, il nutriente cristallizza e l’assorbimento cessa, anche se la foglia appare ancora umida.
Ad esempio, il nitrato di sodio cristallizza approssimativamente al di sotto del ~73% di umidità relativa. Se l’umidità relativa scende al 60%, il residuo diventa solido e l’assorbimento si interrompe.
Poiché l’umidità relativa fluttua notevolmente nel corso della giornata, il punto di deliquescenza è un vero fattore determinante dei tempi:
- Sopra il POD → il nutriente rimane liquido → l’assorbimento continua.
- Sotto POD → il nutriente cristallizza → l’assorbimento si arresta.
La comprensione del punto di deliquescenza consente agli agronomi di selezionare formulazioni che rimangono liquide più a lungo in condizioni di campo, specialmente in ambienti aridi o ad alta radiazione.
Deficit di pressione di vapore (VPD) e temperatura
Il deficit di pressione di vapore (VPD) è differenza tra quanta umidità l’aria può trattenere a una data temperatura e quanta effettivamente contiene. In termini pratici, il VPD esprime il potere essiccante dell’aria, ovvero quanto fortemente l’atmosfera attira l’acqua dalla superficie fogliare.
- VPD basso (aria umida, temperature moderate) rallenta l’evaporazione e mantiene la cuticola più permeabile, mantenendo aperte le vie idrofile per l’ingresso dei nutrienti.
- VPD elevato (aria secca, alte temperature) accelera la perdita d’acqua, rassoda la matrice cerosa cuticolare, restringe le goccioline e aumenta il rischio di picchi di concentrazione di soluti e di bruciature fogliari.
Ecco perché l’alimentazione fogliare a mezzodì fallisce , anche con formulazioni “sicure”.
Il momento migliore per l’applicazione fogliare
Le prove professionali dimostrano costantemente che le applicazioni serali e notturne superano le prestazioni degli spray mattutini. Questo avviene perché:
- L’umidità relativa aumenta dopo il tramonto, spesso superando le soglie POD.
- I residui rimangono liquidi per 8-10 ore , estendendo drasticamente la finestra di assorbimento.
- Il deficit di pressione di vapore scende , rallentando l’evaporazione e mantenendo la cuticola più permeabile.
- Gli spray mattutini si asciugano in 20-30 minuti , offrendo tempi di assorbimento minimi.
Per colture di alto valore o stadi sensibili ai micronutrienti, questa fase liquida notturna prolungata aumenta significativamente l’efficienza fogliare.
Quindi possiamo affermare che il momento ideale per l’applicazione fogliare sia la mattina presto o il tardo pomeriggio/sera. In queste fasce orarie le temperature sono fresche, l’umidità è più alta e gli stomi fogliari sono aperti, massimizzando l’assorbimento dei nutrienti ed evitando che il prodotto evapori prima di agire.
Leggi anche: Rendere efficace la concimazione fogliare.
Meglio concimare prima o dopo la pioggia?
🌧️Concimare prima di una pioggia leggera è solitamente l’ideale, poiché l’acqua scioglie il concime granulare e lo fa penetrare nel terreno. Tuttavia, evita di spargere il fertilizzante durante acquazzoni intensi per scongiurare il dilavamento. Se non puoi sfruttare il meteo, concima dopo la pioggia, assicurandoti prima che il prato si sia asciugato.
Attenzione: Evita assolutamente di concimare se sono previsti temporali forti o piogge torrenziali. La troppa acqua causerebbe il ruscellamento, dilavando via il concime prima che venga assorbito.
⛈️Concimare dopo la pioggia, invece, è dopo il termine di un temporale, quando le foglie sono asciutte e il terreno è umido ma non completamente saturo (senza pozzanghere). La terra bagnata è l’ambiente perfetto per l’assorbimento radicale. Inoltre, dopo precipitazioni prolungate che hanno impoverito il terreno, è un’ottima mossa per reintegrare i nutrimenti.
☀️ Durante le giornate di sole, è consigliabile applicare il concime e poi irrigare tramite impianto per almeno 20-30 minuti.
Quando applicare il concime fogliare in base alle necessità della pianta
Fasi fenologiche critiche
La concimazione fogliare è immediata e più mirata rispetto alla concimazione del suolo poiché i nutrienti possono essere forniti direttamente ai tessuti vegetali durante le fasi critiche della crescita delle piante. . La quantità di nutrienti che le piante possono assorbire tramite applicazione fogliare è limitata e generalmente è molto inferiore al loro fabbisogno totale di nutrienti. che dovrebbe essere implementato dal programma di fertilità del suolo.
Alimentazione supplementare
L’alimentazione fogliare è più efficace quando l’assorbimento radicale non è in grado di tenere il passo con la domanda metabolica, come ad esempio:
- divisione cellulare rapida
- fioritura
- impostazione di frutta precoce
In queste fasi, gli spray fogliari fungono da bypass strategico per sostenere la crescita riproduttiva.
Mitigazione dello stress abiotico
La nutrizione fogliare è anche uno strumento di salvataggio quando le condizioni del suolo limitano l’assorbimento da parte delle radici:
- terreni freddi primaverili
- alta salinità
- Blocco dei nutrienti indotto dal pH
- ristagno idrico o inattività delle radici indotta dalla siccità
In questi scenari, l’alimentazione fogliare fornisce una disponibilità immediata quando le radici non possono farlo.
Leggi anche: I vantaggi della nutrizione fogliare.
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Maturità delle foglie
Le foglie più giovani hanno cuticole più sottili e meno organizzate con una maggiore densità di pori idrofili, che le rendono molto più permeabili ai nutrienti disciolti.
Man mano che le foglie invecchiano, il loro strato di cera cuticolare diventa più spesso, più strutturato e sempre più idrofobo. Ciò riduce drasticamente l’assorbimento fogliare, il che significa che applicazioni identiche possono fornire risultati molto diversi a seconda dell’età delle foglie.
I fattori che limitano l’efficienza della nutrizione fogliare
Vento e deriva
Gli spray fogliari si basano su goccioline fini, che sono intrinsecamente soggette alla deriva. Quando la velocità del vento supera gli 8-16 km/h, queste goccioline possono essere trasportate via dalla chioma bersaglio, riducendo la deposizione sulle foglie e aumentando il rischio di movimenti fuori bersaglio, specialmente in prossimità di colture sensibili o corpi idrici.
Resistenza alle piogge
I nutrienti fogliari richiedono tempo per penetrare nella cuticola. Molte formulazioni necessitano di 24-48 ore per raggiungere il pieno assorbimento, il che significa che le precipitazioni poco dopo l’applicazione possono diluire o eliminare i residui. Quando le precipitazioni si verificano entro circa 4 ore, una parte significativa dei nutrienti applicati può andare persa prima che possa avvenire l’assorbimento.
Suggerimento: L’uso di un agente umettante come H2Flo adatto o tensioattivo riduce la tensione superficiale delle gocce spray, il che porta a una maggiore diffusione delle gocce, aumenta la superficie bagnata, riduce la bruciatura delle foglie e migliora l’assorbimento del prodotto. Verificare sempre la compatibilità del tensioattivo con il fertilizzante fogliare.
Leggi anche: L’acqua e i terreni idrofobici in agricoltura.
Conclusioni
L’alimentazione fogliare ottimale dipende dalla gestione di:
- Fisica ambientale (RH, POD, VPD, temperatura)
- Fisiologia vegetale (picchi di domanda, età delle foglie, condizioni di stress)
- Vincoli operativi (vento, resistenza alla pioggia)
Quando questi fattori si allineano, la nutrizione fogliare diventa uno degli strumenti più precisi e potenti nella moderna gestione delle colture.



