Il miglior fertilizzante per concimare il prato dopo l’inverno
È bene fare una concimazione invernale del prato? Scopri quando concimare il prato dopo l'inverno
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Perché concimare le microterme a fine inverno
A fine inverno una concimazione del tappeto erboso di microterme favorisce la ripartenza della parte dell’erba che per prima ritorna a vegetare: le radici. In questi prati la parte che si trova sopra il terreno (fusto e foglie) durante l’inverno resta ferma per più tempo rispetto alle radici. Le microterme crescono meglio con temperature del suolo tra 10° e 18°C e dell’aria tra 15° e 24°C ma le radici riprendono a crescere quando la temperatura è in media di circa 5°C più bassa rispetto a questi valori.
La concimazione di fine inverno anticipa la ripresa vegetativa, la qualità e il colore dell’erba e velocizza il recupero da stress e malattie invernali. Tuttavia, per non sovraccaricare il suolo di nutrienti, la scelta di tempistica e tipo di concimi sono cruciali.
Per produrre nuovi tessuti, a fine inverno le radici delle microterme utilizzano l’energia immagazzinata in autunno e gli elementi nutritivi distribuiti con la concimazione autunnale ma tale scorta di carboidrati e nutrienti si esaurisce prima che inizi la nuova crescita aerea e la fotosintesi.
Come si presentano i prati di microterme a fine inverno
In inverno le basse temperature, la neve e il ghiaccio delle brinate limitano sensibilmente la crescita dell’erba. Con il freddo il prato scade esteticamente, ingiallisce e la limitata attività vacolare porta a un parziale avizzimento. Fattori peggiorativi di questi fenomeni naturali sono:
- calpestio: camminare su un prato ghiacciato può rompere le cellule delle piante e danneggiare fusti, foglie e radici.
- compattamento: il calpestio continuo e il passaggio di macchine schiacciano il prato e compattano il terreno, bloccando la crescita di germogli e radici giovani.
- asfissia radicale: nei terreni argillosi e umidi manca ossigeno, quindi il prato fa fatica a riprendersi.
- carenza di nutrienti: senza sostanze nutritive di scorta , il prato fa fatica a recuperare gli stress sopra descritti
Inoltre, il prato indebolito e diradato, se mal gestito, può lasciare spazio a fine inverno a infestanti come Poa trivialis, Poa annua, Stellaria, Veronica , ecc.
Come regola generale a fine inverno i prati con il livello estetico più accettabile sono quelli a taglio relativamente alto, che in autunno sono stati ben concimati e/o rigenerati e riseminati con specie come il loietto che cresce -sebbene in parte- anche a basse temperature.
Quando concimare dopo l’inverno il prato danneggiato dal freddo
A fine inverno una concimazione prevalentemente azotata contenente ferro stimola la ripartenza della pianta e l’attività fotosintetica, fungendo come una sorta di biostimolante-rinverdente. È una pratica è ancor più consigliabile nel caso il prato fosse danneggiato da gelate e malattie o presentasse muschio o diradamenti risalenti alla stagione precedente. Il momento di solito ideale per questo intervento va da inizio febbraio a metà marzo.
Ecco i vantaggi:
- crescita vigorosa da subito
- riparazione veloce dei danni causati dall’inverno e dal muschio
- immediato rinverdimento fogliare
- maggiore resistenza a malattie e stress ambientali
- prato più fitto che impedisce la crescita delle infestanti annuali (Poa annua, Poa trivialis, Veronica, Stellaria, etc.)
Attenzione: il rinverdimento primaverile anticipato tramite concimi a base di azoto a effetto immediato + ferro non sostituisce la gestione ordinaria di inizio primavera che prevede la concimazione con fertilizzanti a cessione programmata. Su questo tema, suggeriamo di leggere l’articolo sulla concimazione primaverile del prato.
Come concimare il prato a fine inverno e scegliere il concime giusto
La scelta del migliore concime invernale per prato in microterme deve tener conto della sua finalità, ovvero l’anticipo della crescita e del colore dell’erba
Premettendo che quando si parla di concimazione il modo corretto di procedere prevederebbe di effettuare un’analisi del suolo, in linea generale per questo momento dell’anno è bene optare per prodotti granulari di veloce solubilità che siano in grado di stimolare la crescita radicale e anticipare quella apicale. L’azoto dovrebbe essere di due tipi: a cessione controllata (ma con tecnologia di rilascio indipendente dalle temperature) e a pronto effetto (da solfato di ammonio o urea), unito ad una discreta quantità di ferro da solfato come in Landscaper Pro Shade Special 11-5-5+8Fe o Greenmaster Pro-Lite Cold Start 11-5-5+8Fe.
I benefici del ferro combinato con l’azoto in questi concimi, oltre all’aumento della clorofilla nelle foglie sono:
- anticipazione della crescita
- miglioramento della colorazione e contrasto all’ingiallimento
- controllo del muschio: il solfato di ferro e le componenti azotate a reazione acida, inibiscono la crescita del muschio.
- riparazione dei danni da malattia fungina Michrodochium nivale – Fusariosi: sul prato trattato la concimazione velocizza la chiusura delle macchie. Il solfato di ferro ha inoltre un effetto preventivo contro la ripartenza del fungo.
Landscaper Pro Shade Special 11-5-5+8Fe o Greenmaster Pro-Lite Cold Start 11-5-5+8Fe vanno applicati con cura per evitare di macchiare marciapiedi o camminamenti. Inoltre, per evitare di scottare l’erba, devono essere impiegate basse dosi, non vanno calpestati dopo la distribuzione e si deve evitare di concimare in caso di pioggia. Infine, è opportuno evitare le applicazioni su terreni ghiacciati, poiché l’assorbimento sarebbe minimo.
Alcune note sulle differenze sulla concimazione dei prati “soleggiati” vs prati “all’inglese”
La concimazione tardo-invernale dei prati in microterma “soleggiati” (dominati da Festuca arundinacea) e quella dei prati a foglie fini o “all’inglese” (caratterizzati da Poa, Festuca rossa e Loietto) presentano delle differenze:
- entrambi rispondono positivamente alla concimazione tardo-invernale con il tipo di concimi descritti in questo paragrafo ma i prati dominati da Festuca arundinacea necessitano dosi leggermente maggiori
- i prati a foglie fini rispondono meglio e più rapidamente in termini di crescita e colore rispetto ai prati soleggiati alla concimazione tardo invernale, ma le successive concimazioni primaverili devono essere più frequenti e ravvicinate per mantenere un prato di alta qualità.
Quando è sconsigliabile la concimazione tardo invernale su un prato di microterme
Quando il prato di microterme a fine inverno presenta molta Poa annua e/o Poa trivialis, è bene evitare le concimazioni anticipate. Infatti queste malerbe molto comuni, escono dall’inverno prima e più rapidamente delle specie usualmente scelte per i prati ornamentali e se le stimoliamo con una concimazione granulare anticipata, arrivano a sovrastare le specie seminate, soffocandole.
Per gestire i prati infestati da Poa annua, Poa trivialis (ma anche da specie precoci a foglia larga quali Stellaria e Veronica) è consigliabile ritardare la concimazione azotata ad aprile, quando le specie da prato sono in crescita attiva e queste infestanti iniziano ad entrare in stress.
A fine febbraio-inizio marzo si può comunque migliorare l’aspetto estetico del prato senza promuovere la crescita eccessiva attraverso la concimazione liquida fogliare, come illustriamo nel prossimo paragrafo.
La concimazione fogliare tardo invernale su un prato di microterme
Per rinverdire il prato quando il terreno è ancora freddo, oltre ai concimi granulari descritti in precedenza, si ricorre alla concimazione fogliare. Questo metodo consente di anticipare ulteriormente la comparsa della colorazione delle foglie rispetto alla concimazione granulare. Al Sud il trattamento fogliare può essere effettuato già a inizio febbraio, mentre al Nord è consigliabile a metà mese. In entrambi i casi, va ripetuto dopo quindici giorni.
Il cambiamento di colore coi rinverdenti fogliari avviene dopo 5-6 ore dall’applicazione. L’intensità della colorazione dura diversi giorni e si attenua gradualmente con il taglio. Il trattamento deve essere fatto su erba asciutta e preferibilmente a metà giornata. Molto efficace è l’utilizzo di Vitalnova Stressbuster che contiene azoto, ferro chelato e biostimolanti. Miscelato con Ryder, il pigmento ad azione camuffante, rinverdente e antistress, Vitalnova Stressbuster migliora in modo evidente la qualità estetica del prato e stimola la ripresa anticipata dell’erba.
Il trattamento va applicato con la botte o la pompa a spalla, su erba asciutta e in presenza di luce (preferibilmente a metà pomeriggio), evitando di trattare due volte la stessa superficie per prevenire la formazione di aree di colore più scuro o irregolare. È importante evitare di irrigare o intervenire quando sono previste piogge imminenti.
Due cose interessanti circa le concimazioni fogliari liquide di fine inverno
- Danno un impulso immediato al colore dell’erba senza incoraggiare la crescita vegetativa delle infestanti: questo le rende una scelta molto valida nei prati a bassa manutenzione con alta presenza di infestanti come Poa annua, Poa trivialis, Stellaria e Veronica.
- Aiutano a controllare gli ultimi ceppi di Microdochium e a stimolare la chiusura delle macchie secche causate dal fungo. Queste applicazioni prevengono anche le prime malattie primaverili del prato, come il Filo rosso (Laetisaria fuciformis)e la Ruggine (Puccinia graminis).
La concimazione di fine inverno di un prato di macroterme
I prati di macroterme iniziano la loro crescita ben più tardi di quelli di microterme. A fine inverno, quando le microterme stanno partendo, le mascroterme sono ancora in riposo vegetativo. Perciò, concimarli con l’azoto a febbraio, non serve a nulla. Il prato di macroterme ricomincia a crescere solo a fine marzo, con l’aumento delle temperature, e il suo massimo sviluppo avviene tra la tarda primavera e l’estate. Va anche precisato che è meglio aspettare ad applicare l’azoto sulle macroterme fino a quando non ci sono più le gelate notturne, perché una gelata tardiva potrebbe danneggiare la nuova crescita e rallentare il rinverdimento di questi prati.
A fine febbraio o a marzo, è però consigliabile distribuire sulle macroterme i concimi potassici, meglio se con magnesio.
I nutrienti presenti in Landscaper Pro Stress Control 15-0-25 + 4MgO applicati a in questo periodo riformano le riserve di nutrienti che si sono ormai esaurite dopo il lungo inverno. Questo favorisce la ripresa vegetativa, lo sviluppo delle radici e la salute generale dell’erba, supportando la fotosintesi.
Ci sono altri prodotti delle gamme ICL adatti a questo scopo: tra i concimi della gamma ProTurf suggeriamo ProTurf High K 12-5-20+2,5 MgO+6CaO che contiene Polyhalite , uno straordinario minerale con potassio, zolfo, magnesio e calcio a lento scioglimento.
Conclusioni
La massima efficacia nutritiva si ha con un approccio SMART alla gestione del prato: usa prodotti Semplici nell’uso seguendo un Metodo preciso, soluzioni all’Avanguardia che garantiscono Risultati grazie alle Tecnologie. Con la gamma di concimi LandscaperPro ICL promuove la Turf Efficiency: ottenere Più con Meno.
Scopri di più anche guardando i Video Turf Tips.
La concimazione corretta del tappeto erboso consiste in una serie di pratiche da pianificare nell’arco dell’anno. Ogni stagione ha il suo motivo per concimare o non concimare una data speciè d’erba. In questo sito trovi una interessante e utile libreria di articoli dedicata alla concimazione professionale del prato.
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