Concimazione del mais: periodi, tecniche e concimi consigliati
Per ottenere rese elevate e di qualità, una concimazione del mais mirata ed efficiente è indispensabile. Un'adeguata strategia nutritiva non solo supporta la crescita vigorosa della pianta, ma contribuisce anche alla salute del suolo e alla sostenibilità ambientale.
In questa pagina:
La coltivazione del mais (Zea mays L.) rappresenta una colonna portante dell’agricoltura italiana, fornendo foraggio, granella e materia prima per numerosi settori industriali.
Guida completa alla cura e coltivazione del mais
La coltivazione del mais richiede un approccio agronomico integrato che copra tutte le fasi fenologiche per garantire rese elevate e sostenibili.
Dalla preparazione del letto di semina, che deve assicurare una corretta aerazione e un buon drenaggio, fino alla scelta di varietà ibride adatte al contesto pedoclimatico, ogni passaggio deve essere curato per ottenere una resa soddisfacente.
Esplora la guida completa alla coltivazione del Mais.
Fasi della concimazione del mais
Il mais è una coltura esigente, i cui fabbisogni nutritivi variano significativamente durante il suo ciclo di sviluppo. Una strategia di concimazione efficace si articola in diverse fasi, ciascuna con obiettivi specifici per supportare la crescita.
1. Concimazione pre-semina (o di fondo)
La concimazione di fondo mais è cruciale per creare una base nutritiva solida prima che la coltura inizi a svilupparsi. Questa fase si concentra sull’apporto di elementi poco mobili nel terreno o necessari in grandi quantità fin dalle prime fasi.
- Azoto (N): una parte dell’azoto totale, spesso sotto forma ammoniacale o a lenta cessione, viene fornita in questa fase per garantire una disponibilità graduale e costante nelle prime settimane. L’azoto è fondamentale per lo sviluppo vegetativo e la fotosintesi.
- Fosforo (P): essenziale per lo sviluppo radicale, la fioritura e la fruttificazione. Il fosforo è poco mobile nel suolo e deve essere posizionato strategicamente per essere accessibile alle giovani radici.
- Potassio (K): importante per la regolazione idrica, la resistenza agli stress e la qualità della granella. Viene spesso apportato in questa fase, specialmente su terreni con basse riserve.
2. Concimazione alla semina
La concimazione mais alla semina utilizza concimi microgranulari, posizionati in prossimità del seme. Questa pratica è fondamentale per favorire l’emergenza e l’insediamento della plantula, fornendo nutrienti altamente disponibili proprio dove servono.
- Concime microgranulare per mais: Contiene solitamente azoto e fosforo in forme prontamente assimilabili, spesso arricchiti con zinco (Zn), un micronutriente essenziale per le fasi iniziali del mais. Questa localizzazione riduce la competizione con le infestanti e ottimizza l’efficienza d’uso dei nutrienti.
3. Concimazione di copertura
La concimazione di copertura è la fase più importante per l’apporto di azoto, in quanto il mais ne richiede grandi quantità tra lo stadio di 4-6 foglie e la fioritura. Questo periodo corrisponde al massimo accrescimento vegetativo.
- Quando concimare il mais: La prima copertura avviene generalmente tra le 4 e le 6 foglie, la seconda (se prevista) tra le 8 e le 10 foglie.
- Concimazione mais urea: L’urea è una delle fonti azotate più comuni per la copertura, grazie all’alto titolo e al costo contenuto. È fondamentale interrarla o irrigare subito dopo l’applicazione per minimizzare le perdite per volatilizzazione.
- Concimazione liquida mais: L’applicazione di concimi liquidi, come l’azoto in soluzione, può essere efficiente, specialmente in sistemi di fertirrigazione.
- Concimazione fogliare mais: In caso di carenze specifiche o per dare un “boost” in momenti critici (es. stress), i concimi fogliari possono essere un’ottima integrazione, fornendo micronutrienti come zinco, manganese e boro.
Concimi ideali per il mais
La scelta del concime ideale per il mais dipende da molteplici fattori, tra cui l’analisi del suolo, le condizioni climatiche, il potenziale produttivo della varietà e le pratiche agronomiche adottate.
Concimi a cessione controllata
I CRF (Concimi a cessione controllata) rilasciano l’azoto gradualmente nel tempo, riducendo le perdite per lisciviazione e volatilizzazione e garantendo una disponibilità costante per la pianta. Sono ideali per la concimazione di fondo o per ridurre il numero di interventi in copertura. Esempi includono l’urea rivestita con polimeri (PCU) o con inibitori dell’ureasi/nitrificazione.
Concimi NPK arricchiti con Polysulphate
Sono formulazioni granulari che forniscono una combinazione bilanciata di azoto, fosforo e potassio, arricchiti con calcio magnesio e zolfo grazie alla presenza di Polysulphate. Sono ideali per la concimazione di fondo, per ristabilire l’equilibrio nutritivo del suolo.
Concimi idrosolubili
Si dissolvono completamente in acqua, rendendo i nutrienti immediatamente disponibili per le piante. Sono indicati per l’applicazione in fertirrigazione per adattarsi ai fabbisogni della coltura e ridurre l’impatto ambientale delle applicazioni, essendo mirate e frazionate, riducendo gli sprechi.
Concimi fogliari
A differenza della concimazione radicale, che mira a nutrire la pianta attraverso il suolo, la concimazione fogliare ha un effetto più rapido e agisce come un’integrazione, specialmente in condizioni di stress o per correggere carenze specifiche.
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Come preparare un piano di concimazione per il proprio mais

Mais classe FAO 650. Concimato con Agromaster in semina e sarchiatura, e Nova Humic NPK in fertirrigazione ogni 10 giorni.
Sviluppare un piano di concimazione del mais efficace è un processo dinamico che richiede un approccio scientifico e l’adattamento alle specifiche condizioni aziendali.
- Analisi del suolo: È il punto di partenza fondamentale. Un’analisi completa del suolo fornisce informazioni cruciali sulla tessitura, il pH, il contenuto di sostanza organica e la disponibilità di macro e micronutrienti. Questo permette di identificare eventuali carenze o eccessi e calibrare gli apporti.
- Fabbisogni della coltura: I fabbisogni nutritivi del mais variano in base al potenziale produttivo atteso, alla varietà e al ciclo colturale. È essenziale considerare l’asportazione di nutrienti prevista per l’obiettivo di resa.
- Considerare i residui colturali e le rotazioni: I residui della coltura precedente e le pratiche di rotazione possono influenzare la disponibilità di nutrienti nel suolo. Ad esempio, una leguminosa in rotazione può contribuire all’apporto di azoto.
- Adattamento a clima e terreno: Terreni sabbiosi, argillosi o limosi hanno diverse capacità di ritenzione idrica e nutritiva. Le condizioni climatiche (piogge, temperature) influenzano l’efficienza degli elementi nutritivi. Un terreno argilloso ricco di sostanza organica avrà dinamiche diverse rispetto a un terreno sabbioso e povero.
- Tecniche di applicazione: La scelta tra concimazione a spaglio, localizzata, in fertirrigazione o fogliare influenzerà il tipo di concime e la tempistica.
Un esperto ICL può assisterti nella creazione di una tabella concimazione mais personalizzata.
Consigli pratici per alte rese dalle coltivazioni di mais
Come produrre tanto mais? Non esiste una singola risposta, ma un insieme di buone pratiche agronomiche che, integrate con una concimazione ottimale, permettono di raggiungere rese elevate e sostenibili.
- Rotazioni colturali: Alternare il mais con altre colture (es. cereali autunno-vernini, leguminose) migliora la fertilità del suolo, riduce la pressione di patogeni e infestanti e ottimizza l’utilizzo dei nutrienti residui.
- Lavorazioni del terreno: Scegliere la lavorazione più adatta al proprio terreno (aratura, minima lavorazione, sodo) influisce sulla struttura del suolo, sull’aerazione e sulla gestione dei residui.
- Gestione idrica (irrigazione): Il mais è una coltura idroesigente, specialmente nelle fasi di fioritura e riempimento della granella. Un’irrigazione efficiente e puntuale è fondamentale per evitare stress idrici che ridurrebbero drasticamente la resa.
- Controllo delle infestanti: La competizione delle infestanti per luce, acqua e nutrienti può ridurre significativamente la produzione. Un controllo integrato (meccanico, chimico) è essenziale.
- Monitoraggio costante: Osservare attentamente lo sviluppo della coltura e identificare precocemente eventuali sintomi di carenze nutritive o stress permette di intervenire tempestivamente con concimazioni correttive (es. concimazione fogliare).
- Integrazione tra concimazione e gestione del campo: La concimazione non è un’azione isolata, ma parte di un sistema complesso. L’efficienza dei fertilizzanti è massimizzata quando tutte le altre pratiche agronomiche sono gestite in modo ottimale.
- Semina di precisione: Assicurare una densità di semina ottimale e una distribuzione uniforme delle piante è fondamentale per massimizzare l’intercettazione della luce e ridurre la competizione tra le piante.
Qui possiamo vedere un campo di mais in piena salute, con piante vigorose e uniformi, pronte per un’ottima produzione.

Campo di mais in fase di sviluppo, con piante sane e pannocchie in formazione sotto la luce del sole.
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La gestione della concimazione del mais può essere complessa, ma con il supporto giusto, puoi trasformare le sfide in opportunità.
Se desideri massimizzare le rese della tua coltivazione, ottimizzare l’uso dei fertilizzanti e adottare le migliori strategie nutrizionali, non esitare a contattare un esperto ICL.
I nostri esperti sono a tua disposizione per offrirti consulenze personalizzate e guidarti nella scelta delle soluzioni più adatte alle tue esigenze.









