Differenza tra terra, torba e terriccio: la guida completa
La differenza principale risiede nella composizione: la terra è il suolo naturale e vario, la torba è materia organica parzialmente decomposta, mentre il terriccio è una miscela preparata ideale come substrato soffice e nutriente per piante.
In questa pagina:
Che cos’è la torba e a cosa serve
Circa il 60% delle zone umide della Terra è costituito da torba. I depositi di torba coprono un totale di circa il 3% delle terre emerse (da 3.850.000 a 4.100.000 km²) e contengono circa 550 miliardi di tonnellate di carbone (Fonte: Ice Age Environments. Quaternary Geology, Kansas, Emporia State University, 2001).
La torba è un materiale organico naturale, formato dalla decomposizione parziale di piante in ambienti umidi e poveri di ossigeno. È molto apprezzata in orticoltura per la sua leggerezza, capacità di trattenere l’umidità e pH acido, ideale per piante acidofile come azalee, rododendri e ortensie blu.
Tuttavia, la torba pura è povera di nutrienti e spesso viene arricchita con fertilizzanti per fornire alle piante tutto ciò di cui hanno bisogno.
Quali sono i diversi tipi di torba?
- Torba nera: caratteristica particolare di questa tipologia è in un livello di decomposizione più alto rispetto alle specie di torbe e inoltre è ricca di humus. Utilizzata maggiormente per le coltivazioni in serra e per la geminazione di singoli semi.
- Torba bionda (torba acida di sfagno): con un aspetto dal color giallino, questa tipologia rappresenta la specie migliore per la preparazione dei terricci poiché è la torba acida per eccellenza, in quanto è la più ricca di materiale organico. Questa tipologia è la più utilizzata per coltivare le piante in vaso perché sono in grado di consentire un buon drenaggio.
I (s)vantaggi dell’utilizzo della torba
Le torbiere, dalle quali la torba viene estratta, rappresentano ambienti naturali di grande valore ecologico e meritano quindi una particolare protezione. Questi ecosistemi svolgono un ruolo cruciale nel mitigare il cambiamento climatico, poiché sono in grado di immagazzinare enormi quantità di CO₂.
Attualmente, però, ci troviamo di fronte a una situazione contraddittoria: da una parte vengono investite risorse per il recupero di queste aree umide, mentre dall’altra si continua a sfruttarle per l’estrazione della torba destinata all’agricoltura, causando notevoli ripercussioni ambientali.
Pur essendo un materiale naturale al 100%, la torba non può essere considerata ecosostenibile.
Il principale svantaggio risiede proprio nella sua scarsa sostenibilità ambientale, in quanto la sua formazione richiede tempi lunghissimi: servono molti anni affinché la torba si decomponga completamente. Inoltre, il processo di estrazione può comportare il rilascio di sostanze inquinanti, tra cui un eccesso di carbonio.
È inoltre importante ricordare che la torba non è il materiale ideale da utilizzare come pacciamatura, poiché, una volta distribuita in superficie, trattiene l’umidità in modo poco efficace.
Che cos’è il terriccio e come si compone
Il terriccio è un substrato già bilanciato, composto da una miscela di torba, sabbia, compost e altri elementi che forniscono sia nutrimento che una buona struttura. Esistono vari tipi di terriccio, studiati per diverse esigenze: universale, per piante grasse, per orchidee, per semine, ecc. La sua versatilità lo rende la scelta più comune per il giardinaggio domestico.
Che differenza c’è tra torba e terriccio
A uno sguardo superficiale la torba può essere confusa con il terriccio, ma si tratta di due cose ben diverse. La prima – come ricordato – è un composto che deriva dalla parziale decomposizione di sostanze organiche, il secondo invece è un insieme di terra, minerali, rocce, microrganismi e residui vegetali. La torba viene appunto mischiata al terriccio al fine di arricchirlo.
Questa sostanza non va confusa nemmeno con l’argilla espansa, cioè con quelle piccole sfere che vengono collocate all’interno di vasi e fioriere per assorbire acqua e proteggere le piante.
Torba o terriccio: cosa e come scegliere
La decisione dipende soprattutto da quale pianta devi coltivare:
- Usa la torba pura o in miscele se hai piante che amano il terreno acido o se vuoi migliorare la ritenzione idrica di un substrato troppo sabbioso.
- Scegli il terriccio universale o specifico se vuoi un terreno pronto all’uso, già ricco di nutrienti e adatto alla maggior parte delle piante.
Dove si acquista la torba
In commercio esistono vari tipi di torba che differiscono tra loro per lo stadio di decomposizione, che si riflette sul colore. Si possono acquistare in un qualsiasi vivaio o nel reparto giardinaggio dei centri commerciali
La torba venduta in commercio è di tre tipi principali: torba per piante acidofile, torba mista neutralizzata e torba bionda acida di sfagno. I tre terricci hanno una struttura chimica diversa:
- la torba per acidofile è una terra dal pH acido (4,5 – 5,5) e con fertilizzanti incorporati.
- la torba neutralizzata è una miscela di varie torbe a pH neutro adatta per l’uso con tutte le piante (acidofile escluse).
- la torba bionda acida di sfagno è una torba purissima dal pH bassissimo (3 – 3,5), quasi priva d’azoto e sali minerali, perfetta per le piante carnivore che vivono nelle torbiere.
Torba e importanza per l’ambiente
La torba dunque può risultare utile in svariati campi, ma porta con sé anche alcuni grossi svantaggi. Innanzitutto è una risorsa non rinnovabile, il che significa che ne esiste una quantità limitata che peraltro impiega secoli interi a formarsi.
Oltre a non essere sostenibile nel medio-lungo periodo, il processo di estrazione della torba impatta negativamente sulla biodiversità e sul delicato equilibrio delle torbiere. Questi ecosistemi, così come le zone umide più in generale, sono preziosissimi perché assorbono CO₂ dall’atmosfera, mitigando i cambiamenti climatici.
Perché dovremmo smettere di usare la torba
Assistiamo quindi a un controsenso: da un lato si investe denaro (anche pubblico) per tutelare e ripristinare le zone umide tra cui le torbiere, dall’altro lato si continua indisturbati a estrarre torba per il giardinaggio e l’orticoltura.
La federazione britannica Wildlife Trusts fa sapere che dagli anni Novanta sono stati ricavati 81 milioni di metri cubi di torba, il che equivale a rilasciare in atmosfera una quantità di CO₂ compresa tra 14 e 31 milioni di tonnellate. E questo è un dato parziale, perché si riferisce soltanto all’orticoltura nel Regno Unito. Diventa quindi urgente fare a meno della torba, ricorrendo ad alternative più sostenibili.

