Il pH: perché è così importante e come monitorarlo
Il pH di terreno e acqua influenzano radicalmente la nutrizione delle piante determinando la disponibilità dei nutrienti. Un pH fuori range blocca l'assorbimento di elementi essenziali, provocando carenze, tossicità e blocco della crescita, indipendentemente dalla concimazione.
In questa pagina:
Perché il pH è importante per la nutrizione delle piante
Il pH del suolo o dell’acqua di irrigazione influisce direttamente sulla disponibilità di nutrienti e, di conseguenza, sulla crescita e sulla qualità delle piante. Anche piccole variazioni di pH possono limitare l’assorbimento di elementi chiave come potassio, calcio, magnesio, fosfato e oligoelementi. Un pH basso aumenta il rischio di tossicità da micronutrienti , mentre un pH elevato riduce la disponibilità di fosfato e della maggior parte degli oligoelementi (ad eccezione del molibdeno).

Le conseguenze di un pH basso
Quando il pH scende troppo:
- L’assorbimento di K, Ca, Mg e Mo è limitato
- Gli oligoelementi diventano eccessivamente disponibili, aumentando il rischio di tossicità.
- La crescita rallenta e la qualità delle foglie peggiora.
Le coseguenze di un pH elevato
Quando il pH è troppo alto:
- L’assorbimento del fosforo è limitato.
- La maggior parte degli oligoelementi diventa non disponibile.
- Le carenze si manifestano anche in presenza di nutrienti nel substrato.
Qual è il pH ideale per le piante?
Il valore ottimale del pH nel terreno è compreso tra 6,5 e 7,5.
In questo stato, il terreno è praticamente neutro, né troppo acido né troppo alcalino, e la stragrande maggioranza delle piante e degli organismi del suolo si sente a proprio agio.
Cosa influenza il pH?
1. Temperatura
La temperatura influisce direttamente sulla dissociazione ionica.
- Effetto termico: Un aumento della temperatura aumenta l’attività degli ioni idrogeno, tendendo a far diminuire il pH (rendendo la soluzione più acida).
- Costante di ionizzazione: La costante di autoprotolisi dell’acqua varia con la temperatura, spostando il punto di neutralità (che è 7.00 solo a 25°C).
2. Potenziale di ossidoriduzione (Redox)
Lo stato di aerazione di un suolo o di una soluzione nutritiva è determinante:
- Suoli anossici (saturazione idrica): In condizioni di ristagno idrico, la riduzione chimica (es. dei solfati a solfuri) può causare repentini innalzamenti del pH.
- Suoli aerati: La presenza di ossigeno favorisce l’ossidazione (es. nitrificazione), un processo che libera protoni e acidifica il mezzo.
3. Attività biologica e microbiologica
La rizosfera è un ambiente biochimicamente attivo che modifica il pH locale:
- Respirazione radicale: Le radici emettono CO₂ che, reagendo con l’acqua forma acido carbonico, riduce il pH nelle immediate vicinanze del pelo radicale.
- Essudati radicali: Le piante rilasciano acidi organici per solubilizzare nutrienti bloccati (come il fosforo).
- Nitrificazione: I batteri nitrificanti convertono l’ammonio (NH₄) in nitrato (NO₃), rilasciando ioni H⁺ nel terreno.
4. Assorbimento nutrizionale (bilancio elettronico)
Il modo in cui la pianta “mangia” influenza il pH del substrato per mantenere l’elettroneutralità:
- Assorbimento di Cationi: La pianta espelle ioni H⁺ per bilanciare l’ingresso di cariche positive, acidificando il substrato.
- Assorbimento di Anioni: La pianta espelle ioni ossidrile o bicarbonato, innalzando il pH (alcalinizzazione).
5. Composizione chimica e potere tampone
- Presenza di Carbonati: In terreni calcarei, la presenza di carbonato di calcio (CaCO₃) agisce come un forte tampone, mantenendo il pH in range alcalini (7.5 – 8.5).
- Capacità di Scambio Cationico (CSC): Substrati ricchi di argilla o sostanza organica hanno un alto “potere tampone”, ovvero resistono maggiormente alle variazioni di pH rispetto a suoli sabbiosi o substrati inerti.
6. Qualità dell’acqua di irrigazione
L’alcalinità dell’acqua (presenza di bicarbonati) è spesso più influente del pH dell’acqua stessa. Un’acqua con alti livelli di bicarbonati tenderà a innalzare costantemente il pH del substrato nel tempo, richiedendo l’uso di acidi in fertirrigazione.
La conduttività elettrica (EC)
Quali misure adotta la Commissione europea?
La conducibilità elettrica (CE) indica quanta corrente elettrica può trasportare l’acqua. Viene espressa in mS/cm a 25 °C . La CE è essenzialmente una misura della salinità.
Perché la CE è importante
- Un’elevata conducibilità elettrica (EC) nel suolo riduce l’assorbimento dei nutrienti.
- L’elevata conducibilità elettrica (EC) dell’acqua di irrigazione limita le opzioni di fertilizzazione.
- Un’eccessiva salinità può danneggiare le radici e ridurre la crescita
Mantenere il giusto valore di EC garantisce che le piante possano assorbire i nutrienti in modo efficiente.
Cos’è la durezza dell’acqua?
Definizione
La durezza dell’acqua si riferisce alla concentrazione di carbonati di calcio e magnesio disciolti nell’acqua di irrigazione.
Come la durezza dell’acqua influisce sul pH
- L’acqua dura aumenta il pH del substrato nel tempo
- L’acqua dolce abbassa il pH quando si utilizzano fertilizzanti acidificanti.
Poiché la durezza dell’acqua influenza la variazione del pH, i coltivatori devono monitorare la situazione e adattare di conseguenza la propria strategia di fertilizzazione.
Conclusione
Gestire il pH, la conducibilità elettrica (EC) e la durezza dell’acqua è fondamentale per mantenere un equilibrio nella disponibilità di nutrienti e favorire una crescita sana e robusta delle piante. Anche piccole variazioni di questi parametri possono limitare l’assorbimento dei nutrienti, ridurre la qualità e aumentare il rischio di carenze o tossicità.
Monitorando regolarmente le condizioni dell’acqua e del substrato e adattando di conseguenza le strategie di fertilizzazione, gli agricoltori possono creare un ambiente stabile nella zona radicale che massimizza le prestazioni delle piante e garantisce una produzione costante e di alta qualità.
Le tue colture sono il tuo investimento e per questo non puoi lasciare nulla al caso. I nostri esperti sono a tua disposizione per preservarlo.
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