Zolfo in agricoltura: proprietà, funzioni e utilizzo nelle colture

Lo zolfo è un nutriente essenziale per la crescita delle colture: approfondisci proprietà, ruolo nella fertilizzazione, sinergia con l'azoto, utilizzo in agricoltura biologica e vantaggi dello zolfo a rilascio prolungato.

13 Ottobre 2021
7 min

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    Lo zolfo in agricoltura è un macroelemento secondario essenziale per la crescita delle piante e per la qualità delle produzioni agricole. Sebbene venga spesso considerato meno importante rispetto ad azoto, fosforo e potassio, svolge un ruolo decisivo nella sintesi proteica, nell’efficienza dell’azoto e nella produttività delle colture.

    Comprendere a cosa serve lo zolfo, come si comporta nel terreno, quando applicarlo e come riconoscerne eventuali carenze consente di gestire in modo più efficace la nutrizione delle colture e di massimizzare il rendimento agronomico.

     

    A cosa serve lo zolfo nelle piante?

    La risposta breve è semplice: senza zolfo le piante non riescono a utilizzare in modo efficiente l’azoto e a sintetizzare correttamente le proteine.

    Tra le principali funzioni dello zolfo troviamo:

    • sintesi degli aminoacidi solforati metionina e cisteina;
    • formazione delle proteine vegetali;
    • attivazione di enzimi e coenzimi essenziali, come il Coenzima A e la ferredossina;
    • supporto ai processi metabolici e fotosintetici;
    • miglioramento della qualità delle produzioni agricole

     

    Zolfo e azoto: una sinergia fondamentale

    Uno degli aspetti più importanti riguarda il rapporto tra zolfo e azoto.

    Lo zolfo è indispensabile affinché l’azoto assorbito dalla pianta venga convertito in proteine. In assenza di zolfo, l’azoto tende ad accumularsi sotto forma di nitrati, riducendo l’efficienza della fertilizzazione e aumentando il rischio di perdite per dilavamento.

    Per approfondire il rapporto tra i due elementi è possibile consultare la guida dedicata a zolfo e azoto: la sinergia nelle colture.

     

    Lo zolfo migliora la qualità del raccolto

    Un adeguato apporto di zolfo contribuisce a:

    • aumentare il tenore proteico dei cereali, in particolare del grano duro;
    • favorire la formazione dei glucosinolati nelle brassicacee come colza e cavoli;
    • migliorare aromi e caratteristiche organolettiche di aglio, cipolla e porro.

    Per scegliere i prodotti più adatti è possibile consultare la gamma di concimi a base di zolfo per le colture.

     

    Proprietà dello zolfo come nutriente agricolo

    Quando si parla di proprietà dello zolfo in agricoltura ci si riferisce soprattutto alle sue caratteristiche agronomiche e alla sua disponibilità per le piante.

    Le forme di zolfo disponibili per le colture

    Le piante assorbono lo zolfo principalmente sotto forma di ione solfato (SO₄²⁻).

    Lo zolfo elementare, invece, non può essere utilizzato direttamente dalle radici. Deve prima essere trasformato in solfato attraverso un processo di ossidazione microbiologica svolto da batteri del suolo, comunemente definiti thiobatteri.

    Una parte dello zolfo è inoltre presente nella sostanza organica e viene resa disponibile tramite la mineralizzazione.

    Cosa fa lo zolfo nel terreno?

    Nel terreno lo zolfo contribuisce a:

    • sostenere i processi biologici del suolo;
    • favorire l’efficienza della nutrizione azotata;
    • mantenere attiva la fertilità biologica;
    • supportare lo sviluppo equilibrato delle colture.

    Mobilità e lisciviazione

    A differenza del fosforo e del potassio, il solfato è molto mobile nel profilo del terreno.

    Per questo motivo:

    • i terreni sabbiosi sono maggiormente esposti alle perdite;
    • i suoli a bassa capacità di scambio cationico (CSC) presentano un rischio più elevato di lisciviazione;
    • precipitazioni abbondanti possono trasportare il solfato oltre la zona esplorata dalle radici.

    La riduzione degli apporti atmosferici

    Per molti decenni le attività industriali e la combustione di combustibili fossili hanno fornito significative quantità di zolfo attraverso deposizioni atmosferiche.

    Le moderne politiche di riduzione delle emissioni hanno migliorato la qualità dell’aria ma hanno anche ridotto questo apporto involontario. Di conseguenza, oggi l’integrazione nutrizionale dello zolfo risulta frequentemente necessaria.

     

    Carenza di zolfo nelle piante: come riconoscerla

    La carenza di zolfo è diventata sempre più frequente in molte aree agricole.

    1. Sintomi principali

    I sintomi più comuni comprendono:

    • clorosi uniforme delle foglie giovani;
    • colorazione verde pallido dei nuovi germogli;
    • sviluppo stentato della vegetazione;
    • ridotta crescita degli apici vegetativi;
    • diminuzione della qualità del raccolto.

    2. Differenza tra carenza di zolfo e carenza di azoto

    Questa distinzione è fondamentale.

    • La carenza di zolfo compare inizialmente sulle foglie giovani.
    • La carenza di azoto compare prima sulle foglie più vecchie.

    Per approfondire è disponibile la guida sulla carenza di azoto nelle piante.

    3. Colture più sensibili

    Le colture che manifestano più frequentemente carenze di zolfo sono:

    • colza e brassicacee;
    • grano duro e altri cereali;
    • soia;
    • erba medica;
    • cipolla;
    • aglio;
    • patata.

    4. Come effettuare una diagnosi corretta

    L’analisi fogliare rappresenta il metodo più affidabile per confermare una carenza di zolfo.

    La sola osservazione visiva può generare errori di interpretazione poiché i sintomi sono simili a quelli provocati da altre carenze nutrizionali.

     

    Quando si dà lo zolfo alle piante?

    La scelta del momento di applicazione dipende dall’obiettivo: nutrizionale o fitosanitario.

    Applicazione nutrizionale

    Per la fertilizzazione delle colture:

    • il solfato granulare viene generalmente distribuito in pre-semina o pre-trapianto;
    • i prodotti a rilascio prolungato consentono un apporto costante durante l’intero ciclo
    • colturale;
    • lo zolfo elementare deve essere applicato con largo anticipo perché richiede la trasformazione biologica in solfato.

    Interventi correttivi

    Quando una carenza viene diagnosticata in corso di stagione è possibile utilizzare applicazioni fogliari a base di solfato per ripristinare rapidamente la disponibilità del nutriente.

     

    Lo zolfo fa male alle piante? Eccessi e tossicità

    In condizioni normali lo zolfo non provoca danni alle colture. Tuttavia, dosi eccessive o utilizzi impropri possono causare problemi agronomici.

    Eccesso di zolfo elementare

    • Applicazioni ripetute e sovradosaggi possono:
    • abbassare eccessivamente il pH del terreno;
    • ridurre la disponibilità di fosforo;
    • alterare l’equilibrio nutrizionale del suolo.

    Eccesso di solfati

    Livelli troppo elevati di solfati possono contribuire all’aumento della salinità del terreno, soprattutto:

    • nei terreni con elevata conducibilità elettrica;
    • nelle colture sensibili come fragola e pomodoro.

    Lo zolfo uccide i batteri del suolo?

    No. Alle dosi agronomiche normalmente utilizzate lo zolfo non elimina la microflora benefica.

    Al contrario, i batteri responsabili dell’ossidazione dello zolfo elementare vengono favoriti dalla sua presenza. Solo una forte acidificazione provocata da eccessi prolungati può ridurre l’attività biologica del terreno.

     

    Zolfo in agricoltura biologica

    Lo zolfo agricoltura biologica rappresenta uno strumento importante sia dal punto di vista nutrizionale sia fitosanitario.

    Lo zolfo elementare è ammesso nei sistemi biologici come fungicida per il controllo di oidio, cocciniglie e alcuni acari, secondo la normativa europea vigente.

    Anche fonti naturali di nutrienti come il solfato di potassio e il Polysulphate® possono essere utilizzate come fertilizzanti in agricoltura biologica.

    Perché è importante nel biologico

    Nei sistemi biologici il rischio di carenze può essere maggiore poiché non vengono impiegati molti fertilizzanti di sintesi tradizionalmente utilizzati nelle coltivazioni convenzionali.

    Per questo motivo l’impiego di fonti naturali di zolfo assume un ruolo strategico.

    Leggi anche: agricoltura biologica: significato, vantaggi e prodotti ➜

    Leggi anche: concimi potassici approvati per il biologico ➜

     

    I vantaggi del rilascio prolungato di zolfo con Polysulphate®

    Uno dei limiti principali dello zolfo in forma di solfato è la sua elevata mobilità nel terreno. Questo può causare fenomeni di lisciviazione e ridurre l’efficienza della concimazione.

    Con prodotti basati su Polysulphate®, fonte naturale di zolfo, potassio, magnesio e calcio, il rilascio dei nutrienti avviene gradualmente, seguendo il fabbisogno delle colture e i naturali processi del suolo.

    Confronto con un solfato tradizionale

    Rispetto ai solfati ad elevata solubilità:

    • il rilascio dei nutrienti è più progressivo;
    • diminuiscono le perdite per lisciviazione;
    • aumenta l’efficienza degli apporti effettuati in pre-semina;
    • il nutriente rimane disponibile più a lungo nella zona radicale.

    Polysulphate®:

    • zolfo;
    • potassio;
    • calcio;
    • magnesio.

    Questa caratteristica permette una nutrizione più equilibrata e una migliore gestione delle concimazioni di fondo.

    La prova in laboratorio

    Le prove di laboratorio sulla dissoluzione del Polysulphate® mostrano una disponibilità graduale dei nutrienti in funzione delle precipitazioni naturali.
    Video di approfondimento:

    Per approfondire ulteriormente è disponibile la guida dedicata a cos’è Polysulphate®.

    Inoltre, il processo produttivo e la natura minerale del Polysulphate® contribuiscono a mantenere una ridotta impronta di carbonio rispetto a molte fonti fertilizzanti convenzionali.

     

    Polysulphate® e la gamma ICL per la nutrizione solfifera

    Le evidenze di campo confermano i benefici agronomici dello zolfo a rilascio prolungato.

    Scott Garnett, agronomo ICL nel Regno Unito, ha osservato che il frumento seminato dopo la colza beneficia significativamente dell’applicazione di ICL POTASHPLUS®.

    L’apporto di zolfo favorisce infatti l’utilizzo dell’azoto residuo presente nel terreno, riducendone le perdite durante il periodo invernale.

    Anche colture leguminose come pisello e fagiolo possono trarre vantaggio dalla disponibilità di zolfo grazie al suo contributo nei processi di fissazione biologica dell’azoto.

    Per gli agricoltori che desiderano integrare lo zolfo all’interno di formulazioni NPK complete, ICL propone anche PLUS®, NPK granulari a base di Polysulphate®, una gamma studiata per fornire nutrizione bilanciata e disponibilità graduale dei nutrienti, oppure alcune formulazioni della gamma AGROMASTER®, NPK granulari a cessione controllata.

    In un contesto agricolo sempre più orientato all’efficienza e alla sostenibilità, i fertilizzanti a base di Polysulphate® rappresentano una soluzione efficace per migliorare la nutrizione solfifera e ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti durante l’intero ciclo colturale.

    Avvertenze

    Le informazioni riportate in questa pagina sono di carattere generale e si consiglia di testare i prodotti su scala ridotta prima dell’applicazione su vasta scala. Tali indicazioni sono da modulare in base alla fertilità del terreno, allo sviluppo vegeto-produttivo e alla potenziale resa. Poiché l’applicazione non avviene sotto il nostro controllo, ICL non può essere ritenuta responsabile per eventuali risultati negativi. Le informazioni sopra riportate in questo articolo si intendono a titolo indicativo. ICL Italy Srl Milano si riserva il diritto di apportare le modifiche che ritenesse utili per qualsiasi esigenza tecnico-commerciale e/o legislativa.

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