Argyranthemum frutescens
Guida alla coltivazione

  • L’Argyranthemum frutescens o Margherita delle Canarie è una erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteracee.

  • Da non confondersi con la margherita vera e propia (Leucanthemum vulgare), è molto coltivata per scopo ornamentale.

  • La Margherita delle Canarie predilige i luoghi luminosi, soleggiati e caldi ma tollera anche temperature fino a 0 C°, salsedine e venti salmastri.

Quando invasare l’Argyranthemum frutescens

Propagazione e invaso di Argyranthemum frutescens

N.B.: Vai al menu Fasi Colturali & Prodotti per il dettaglio della concimazione

Substrato

  • Il substrato ideale per il taleaggio ed il rinvaso in vasetto o pack, è una miscela di torba e perlite (>15%-20%), oppure mix di fibra e midollo di cocco, opportunamente tamponato a pH 5.
  • Le soluzioni per il rinvaso finale sono molteplici: torba e pomice media, torba e perlite, torba pomice media e perlite, torba pomice e fibra di legno (< 25%), torba e fibra di legno.
  • Essenziale la tamponatura dei singoli substrati, in modo da mantenere durante la coltura un un pH tra 6 e 7. Preferire substrati di classe idrologica 3-4, con una buona porosità libera.
  • La concimazione di fondo a dosaggio pieno con Osmocote, risulta particolarmente vantaggiosa soprattutto in presenza di fibra di legno

Acqua

  • L’ irrigazione svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle piante di Argyranthemum in coltivazione. Carenze idriche importanti determinano scompensi o addirittura l’arresto della crescita. Un corretto apporto idrico durante tutto il ciclo vegetativo delle piante dovrebbe mantenere costanti i livelli di umidità del substrato con la somministrazione di adeguati e frequenti volumi di acqua.
  • Prestare particolare attenzione ai contenuti di bicarbonato dell’acqua di irrigazione che possono risultare particolarmente dannosi per la pianta. In caso di acque particolarmente dure utilizzare Universol HW 211 23-10-10+ME nelle fasi iniziali, a seguire Universol HW 111 18-18-18 +ME nelle fasi intermedie. Per la fase precedente la fioritura utilizzare Universol HW 115 9-9-41+ME.

Consigli

  • Le piante di Argyranthemum frutescens tollerano temperature vicine a 0 °C con temperature ottimali di sviluppo comprese tra i 15 e i 20 ° C.
  • La prima potatura o “spuntatura” delle piante in contenitore dovrebbe avvenire solitamente verso la metà/fine del mese di ottobre. Si effettuano generalmente 2 spuntature.

Fasi colturali & prodotti

Si possono avere due approcci nutrizionali:
1) Con concime a cessione controllata. Miscelare al substrato Osmocote 5 16-8-12+2,2 MgO+ME 5/6 mesi
a 3 g/l e aggiungere 200 g/mc di Micromax Premium. In alternativa Osmocote Exact Standard 15-9-12+2MgO+ME 5/6 mesi a 2,5 g/l.

2) Con sola fertirrigazione. In questa fase iniziale si consigliano 2-3 fertirrigazioni con Peters Professional Plant Starter 10-52-10+ME a 1 g/l oppure con Universol Yellow 12-30-12 a 1,5 g/l.

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A seconda dell’approccio di concimazione prescelto si avranno 2 scenari:

1) Se si è optato per la sola concimazione con concime a cessione controllata miscelato al substrato, si renderanno necessarie fertirrigazioni con Universol Green 23-6-10+2,7MgO+ME nelle fasi iniziali della coltivazione. Seguiranno nelle fasi intermedie fertirrigazioni con Universol Blue 18-11-18 +2,5 MgO+ME. Il dosaggio dovrebbe essere compreso tra 1,5-2 g/l a settimana.
2) Se si è optato per la sola fertirrigazione si può usare Universol Green 23-6-10+2,7MgO+ME nelle fasi iniziali della coltivazione facendo seguire, nelle fasi intermedie, fertirrigazioni con Universol Blue 18-11-18 +2,5 MgO+ME. Il dosaggio dovrebbe essere compreso tra 2-2,5 g/l a settimana.

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Per le fasi di coltivazione finali, precedenti alla fioritura, fertirrigare con Universol Violet 10-10-31+ 3,3MgO+ME a un dosaggio settimanale di 2 g/l.

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Grafico con esempio di nutrizione mista CRF e idrosolubili per Argyranthemum frutescens

Il grafico riportato in questa scheda è generico ed esemplificativo. Per una consulenza su misura, contatta il tuo referente ICL. Prima di un utilizzo generalizzato del prodotto, modifica del dosaggio o del metodo di applicazione, si raccomanda di eseguire delle prove su piccola scala. Dal momento che le circostanze possono variare e che l’applicazione del prodotto non avviene sotto il nostro controllo, ICL non può essere ritenuta responsabile per eventuali risultati negativi.

 

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Problemi fitopatologici

I sintomi sono rappresentati da ingiallimento delle foglie, appassimento dei rametti, a cui corrisponde il marciume di colletto e radici. Il fungo colpisce anche le talee in fase di radicazione, provocandone molto spesso la morte. La lotta di tipo preventivo consiste nell’evitare che si instaurino le condizioni che favoriscono la malattia: ristagni idrici, eccesso di salinità, sbalzi improvvisi di temperatura. Sviluppa con T° ottimale di 25-30 °C.

I sintomi sono dati da una difficoltà nello sviluppo unitamente a ingiallimenti copiosi delle foglie. Le zone maggiromente colpite sono il colletto e le radici. Sviluppa in tarda estate/inizio autunno favorita da stress idrici o elevate temperature del substrato.

Questa malattia colpisce generalmente le piante adulte (soprattutto coltivate in vaso) e si manifesta di solito durante il periodo estivo/autunnale con la presenza di un feltro cotonoso, favorita da elevata umidità e scarsi apporti nutrizionali. Colpisce i rami interni della pianta così come germogli e foglie.

Si sviluppa solitamente in primavera a ridosso dell’estate causando ingiallimento, necrosi e nanismo che colpiscono inizialmente uno o più rami della pianta fino al totale avvizzimento della stessa.

Si sviluppa solitamente in due periodi distinti: verso la fine dell’estate o all’inizio della primavera. Si manifesta con ingiallimenti delle foglie basali e con una marcata sospensione della attività vegetativa con conseguente declino della pianta. Lo sviluppo di questa malattia è favorito dalla presenza di temperature medio-alte (25-27°C).

La malattia si manifesta generalmente in autunno o primavera con comparsa di pustole di colore bruno che interessano foglie e steli, che una volta colpiti ingialliscono per poi disseccare.

Le foglie e gli steli, soprattutto basali, evidenziano la presenza di macchie necrotiche di colore scuro che portano al completo deperimento della foglia. Può comparire in autunno e protrarsi fino all’estate successiva in presenza di elevata umidità.

Elevata umidità e lesioni dei tessuti possono favorire la penetrazione del batterio Agrobacterium: la malattia si manifesta con importanti tumefazioni a carico dei tessuti legnosi e delle radici. Le piante colpite si sviluppano in modo anomalo e rallentato. Attacchi virali da “Tomato spotted virus” colpiscono la pianta provocando evidenti maculature gialle fogliari. È suscettibile alle basse temperature e viene trasportato dagli insetti, in modo particolare dai Tripidi.

Afidi, Nematodi, Minatrici flogliari, Tripidi e Lepidotteri.

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