Come eliminare il Giavone dal prato: tecniche di controllo e diserbo selettivo

L’Echinocloa crus-galli è nota come Giavone, un’infestante gramianacea che si presenta soprattutto nelle semine primaverili dei prati

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    Nelle nuove semine, il modo migliore per avere subito un tappeto erboso bello e pulito, evitando l’uso di erbicidi, è assicurarsi di avere letti di semina con il minor numero possibile di semi di infestanti. Tuttavia, esistono alcune specie di malerbe graminacee che danneggiano i prati di macroterme e microterme particolarmente in fase di insediamento. In questo articolo parliamo del Giavone (Echinochloa crus-galli). Se invece desideri approfondire quali sono le principali infestanti graminacee monocotiledoni, come riconoscerle e i periodi in cui sono più pericolose per il prato, clicca qui.

     

    Cos’è il Giavone o Echinochloa crus-galli

    Il Giavone, o Echinochloa crus-galli, appartiene al gruppo delle graminacee infestanti annuali, come la Digitaria, l’Eleusine o la Setaria. Si tratta di una malerba monocotiledone dannosa soprattutto nelle nuove semine primaverili dei prati. La pianta di Giavone ha dimensioni maggiori rispetto alle specie da prato e, se presente in grande quantità, arriva a coprire completamente la superficie seminata, compromettendo uniformità e funzionalità del tappeto erboso.

    Echinochloa Crus-Galli o Giavone o Barnyard weed- malerba graminacea monocotiledone foglia stretta infestante del prato

    Il Giavone nasce su tutti i tipi di terreno, sia leggeri che pesanti ma predilige quelli più umidi, organici e ricchi di azoto. Germina soprattutto nei prati seminati in primavera, in condizioni di elevata umidità e con temperature ottimali di 20°- 30°C ma può essere presente anche nelle prime semine di settembre. Talvolta compare anche nei prati maturi, sebbene di solito venga lentamente indebolito se si è impostato un programma di tagli bassi e frequenti.

     

    Come riconoscere il Giavone infestante del prato

    Le giovani piante di Giavone si riconoscono nei prati appena seminati per le dimensioni maggiori rispetto alle essenze coltivate. Si tratta infatti di una graminacea dalle foglie molto lunghe, di colore verde chiaro, con culmi robusti spesso sfumati di bianco-violaceo.

    Echinochloa Crus-Galli o Giavone o Barnard weed- malerba graminacea monocotiledone foglia stretta infestante del prato - primo piano

    Le plantule emergono isolate o in piccoli gruppi, sviluppandosi inizialmente in modo eretto e successivamente accestendo. Dato che con la crescita i culmi tendono a piegarsi e ad allargarsi lateralmente, nel caso di un intervento tardivo, si concede al Giavone di formare un intreccio fitto, che soffoca il cotico erboso.

    L’apparato radicale, ampio e superficiale, entra subito in competizione con le radici del giovane prato per l’acqua e i nutrienti. Individuarla molto presto è importante per contenere i danni che può arrecare al prato.

     

    Come e quando eliminare il Giavone: tecniche pre e post emergenza

    Trattamento di pre-emergenza con la falsa-semina

    Una tecnica molto efficace per eliminare le giovani piantine di Giavone (e di altre infestanti) durante la realizzazione ex-novo di un prato, è la cosiddetta “falsa semina”. Consiste nel preparare in anticipo il terreno, attendere 10-15 giorni affinché emergano le infestanti e successivamente trattare l’intera superficie con un diserbante totale (anche biologico). Dopo circa 10 giorni dal trattamento, si potrà procedere con la semina vera e propria del prato.

    Non è possibile eliminare chimicamente il Giavone utilizzando un diserbante di pre-emergenza su un prato appena seminato, poiché questo impedirebbe anche la germinazione dei semi dell’erba desiderata.

    Come eliminare il Giavone in modo naturale senza diserbante

    • Il Giavone – Echinochloa crus-galli non è facile da eliminare in un prato nuovo se non si adottano tecniche come la falsa semina.
    • Per dare alle specie da prato un vantaggio competitivo sulle malerbe, è bene effetture la semina in modo corretto, senza fallanze, preparando bene il terreno e assicurando un buon contatto tra semi e suolo. È importante mantenere la fertilità del suolo tramite una concimazione adeguata e irrigare il prato in modo costante e appropriato per favorire una crescita vigorosa e sana dell’erba, che permetta al prato di svilupparsi più rapidamente rispetto ai germogli del Giavone, soffocandolo. Va tuttavia notato che questa azione di “soffocamento” è possibile quando si seminano essenze a rapida germinazione come il loietto o la festuca arundinacea, mentre è più difficile con prati di poa o  macroterme.
    • Il Giavone non tollera il taglio basso e possiamo sfruttare questa caratteristica a nostro favore. Si consiglia di tagliare regolarmente il prato all’altezza raccomandata, in modo da “scalpare” continuamente l’infestante. Il taglio deve essere frequente, basso e costante. In questo senso, l’uso del robot tagliaerba è di grande aiuto, come illustrato in questo articolo su come sfruttare il taglio robot per la gestione delle malerbe
    • Nei prati di piccole dimensioni, invece, è possibile estirpare manualmente l’Echinochloa crus-galli appena compare per limitarne la diffusione. Si sconsiglia l’uso della zappa, poiché l’estirpazione “a strappo” danneggerebbe anche il prato desiderato.

     

    I diserbanti selettivi di ICL contro il Giavone – Echinochloa crus-galli

    Trattamento chimico di pre-emergenza su prati appena seminati

    Per i prati appena seminati, Warm-Up 100 (a base di mesotrione) è l’opzione ideale per il controllo di pre-emergenza del giavone. Applicabile direttamente alla semina, inibisce la biosintesi dei carotenoidi nelle plantule infestanti, senza danneggiare le graminacee dei tappeti erbosi di Lolium perenne, Festuca arundinacee e Poa pratensis.

    Fornisce una finestra di protezione di 3-4 settimane contro l’emergenza dal suolo.
    Si applica alla dose di 1,4-1,5 L/ha in 400 lt. d’acqua, con irrigazione immediata post-trattamento per attivazione. È sicuro anche per le trasemine e le rigenerazioni.

     

    Trattamento chimico di pre-emergenza su prati maturi

    Come sopra menzionato, il Giavone può nascere anche su prati maturi. Sebbene sia meno pericoloso di altre infestanti graminacee annuali, è bene sapere come intervenire. Spesso arriva con riporti di terriccio inquinati provenienti da superfici degradate o incolte. Per il suo controllo preventivo su prati maturi, resta molto efficace l’ antigerminello granuale di pre-emergenza ReadyGermiplus a base di pendimetalin. Applicato al suolo in primavera, previene la crescita di molte infestanti, fungendo da barriera contro la loro nascita. ReadyGermiplus fa morire la plantula di giavone nella fase di germinazione poichè impedisce al seme di svilupparsi. L’applicazione preventiva si effettua tra fine aprile e inizio maggio, e nuovamente dopo circa 30 giorni, in modo da coprire l’intero periodo critico della germinazione.

    Trattamento chimico di post-emergenza

    Per il controllo curativo post-emergenza (prima dell’accestimento) Warm-Up 100 offre un’azione selettiva sul giavone in crescita attiva, causando sbiancamento visibile in 7-10 giorni e necrosi entro 21 giorni.

    Applicare 1,4-1,5 L/ha in 400 lt. d’acqua, con temperature tra i 15-25°C.

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