Cessione controllata o lenta cessione: differenze, vantaggi, tecnologie
Il termine "cessione controllata" (CRF) viene spesso usato erroneamente quando si parla di concimi a lenta cessione (SRF). Diventa quindi importante capire le differenze per fare la scelta giusta!
In questa pagina:
Negli ultimi anni, la necessità di ottimizzare le produzioni salvaguardando al contempo le risorse naturali e rispettando normative ambientali sempre più restrittive ha spinto l’agricoltura verso una profonda trasformazione tecnologica. In questo scenario, i concimi a cessione controllata (noti anche come CRF, Controlled Release Fertilizers) rappresentano la tecnologia d’avanguardia a più alta efficienza nutrizionale, riducendo gli sprechi e massimizzando la redditività delle colture.
La storia dei concimi a cessione controllata: dal vivaismo all’agricoltura di precisione
Oltre 50 anni fa, ICL ha introdotto negli Stati Uniti i primi concimi composti da granuli NPK dotati di un avvolgimento in resina organica. Questa innovazione permetteva di garantire un apporto costante e sufficiente di elementi nutritivi con un’unica applicazione, supportando la crescita sana delle piante per un periodo di tempo prolungato.
Inizialmente progettata per il settore del vivaismo e delle piante ornamentali, dove la continuità nutrizionale influenza in modo diretto la qualità estetica del raccolto, questa tecnologia è stata rapidamente integrata nell’agricoltura professionale. Il concetto di fertilizzante a rilascio controllato è stato adottato dapprima su colture ad alto valore aggiunto (come fragole e piccoli frutti) per via della sua straordinaria efficienza e facilità di gestione.
Oggi, grazie a continui investimenti in ricerca e sviluppo, il divario di prezzo storico rispetto ai fertilizzanti tradizionali a pronto effetto è stato colmato. I moderni processi produttivi di ICL consentono di applicare i vantaggi dei CRF su ampia scala anche nelle grandi colture estensive e orticole industriali, rendendo la nutrizione di precisione accessibile a ogni azienda agricola.
Massima Efficienza d’Uso dei Nutrienti (NUE) con i CRF
Mentre i concimi tradizionali a pronto effetto si dissolvono interamente nel terreno subito dopo l’applicazione, offrendo una disponibilità di nutrienti massiccia ma temporanea (con conseguente necessità di interventi ripetuti), i concimi a cessione controllata rilasciano gli elementi in modo graduale.
L’impiego dei CRF permette di sincronizzare perfettamente il rilascio degli elementi nutritivi con la reale curva di assorbimento della pianta durante l’intero ciclo colturale.
In base a rigorose ricerche scientifiche indipendenti condotte con i concimi a cessione controllata ICL, l’incremento dell’Efficienza d’Uso dei Nutrienti (NUE, Nutrient Use Efficiency) consente di ridurre significativamente le perdite ambientali e ottimizzare i dosaggi:
- Riduzione dell’uso totale di concimi: da un minimo del 20% fino al 50% di unità fertilizzanti applicate.
- Riduzione della lisciviazione (dilavamento): fino al 55%, un vantaggio fondamentale per la tutela delle falde acquifere.
- Riduzione delle perdite per denitrificazione: con un tasso medio di riduzione fino al 40%.
- Riduzione delle perdite per volatilizzazione gassosa: fino al 40%.
Questo eccezionale profilo di efficienza si traduce nella possibilità di ottenere rese uguali o superiori applicando minori quantità di fertilizzante al suolo. Ciò rappresenta un vantaggio competitivo cruciale nelle aree soggette a restrizioni normative sull’apporto di Azoto (es. Direttiva Nitrati), o nei contesti in cui i costi di manodopera e i passaggi meccanici in campo risultano gravosi.

Meccanismo di rilascio: differenza tra concimi a cessione controllata (sinistra) e concimi tradizionali (destra).
La cessione controllata aiuta a tenere sotto controllo i livelli di nutrienti rilasciati durante tutto il ciclo di crescita della pianta, con tempistiche legate alla longevità della membrana. Le piante giovani non subiscono danni o stress dovuti a livelli eccessivi di salinità, mentre le piante adulte ricevono nutrienti in modo equilibrato, evitando eccessi di vigore.
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Cos’è un concime a cessione controllata? Differenza tra CRF e lenta cessione (SRF)
Nel mercato dei fertilizzanti speciali, i termini “cessione controllata” e “lenta cessione” vengono spesso confusi, ma si riferiscono a tecnologie e meccanismi di rilascio completamente diversi. Le definizioni ufficiali standardizzate chiariscono questa differenza:
- Concime a Cessione Controllata (CRF): si tratta di un fertilizzante in cui il rilascio dei nutrienti è controllato e regolato da una membrana polimerica. Il tasso e il tempo di rilascio sono dichiarati dal produttore a una specifica temperatura di riferimento (secondo lo standard ISO 8157:2015).
- Concime a Lenta Cessione (SRF): identifica un fertilizzante minerale che, per idrolisi chimica, biodegradazione o solubilità limitata della molecola stessa, distribuisce i nutrienti in un determinato lasso di tempo (secondo lo standard ISO 8517:2015).
Meccanismo di rilascio a confronto
Mentre la cessione dei nutrienti nei concimi a lenta cessione (SRF) è fortemente condizionata da molteplici variabili esterne difficilmente controllabili (come il pH del suolo, l’umidità, l’attività dei microrganismi e la tipologia di terreno), i concimi a cessione controllata (CRF) sono influenzati unicamente dalla temperatura del suolo e dall’acqua.
L’acqua penetra all’interno della membrana semipermeabile, scioglie i sali contenuti nel granulo e li rilascia gradualmente per osmosi e diffusione nella rizosfera. Al variare della temperatura del suolo varia il tasso di rilascio, assecondando l’accelerazione o il rallentamento del metabolismo e della traspirazione della pianta.
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Tecnologie a cessione controllata: E-Max e eqo.x
La qualità, lo spessore e la tipologia del rivestimento applicato ai granuli determinano l’efficienza e la durata del concime. ICL ha sviluppato tecnologie di avvolgimento brevettate che rappresentano lo stato dell’arte della nutrizione di precisione:
1. Tecnologia E-Max
Rivestimento polimerico semipermeabile estremamente sottile che aderisce perfettamente al granulo di concime. Il rilascio, attivato dall’umidità del suolo e regolato dalla temperatura, garantisce un flusso nutrizionale costante e privo di picchi salini rischiosi per l’apparato radicale.
2. Tecnologia eqo.x
Rappresenta la più importante rivoluzione tecnologica degli ultimi anni. Si tratta del primo rivestimento completamente biodegradabile per l’urea e l’azoto progettato per soddisfare pienamente i severi standard europei sulla biodegradabilità dei polimeri nel suolo previsti a partire dal 2026.
La membrana si degrada completamente nel terreno in CO₂ e acqua una volta completato il rilascio dei nutrienti, eliminando alla radice il rischio di accumulo di microplastiche e riducendo l’impronta di carbonio della concimazione.
| Tecnologia | Tipo di rivestimento | Meccanismo di cessione | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|---|
| Zolfo-Urea rivestita (SCU) | Zolfo | Diffusione dell'acqua tramite micro fessure | Sensibilità alle basse temperature | Difficile gestire il rilascio |
| Zolfo polimerico-Urea rivestita | Zolfo + polimeri | Diffusione dell'acqua tramite micro fessure | Sensibilità alle basse temperature | Miglior controllo sul rilascio dei nutrienti |
| Polimerico-Urea/NPK rivestiti | Polimerico | Diffusione dell'acqua (vapore) tramite il rivestimento | Controllo estremamente mirato del rilascio dei nutrienti | Costi maggiori |
| Fonte: Terlingen, J.G.A., Radersma, S., Out, G.J.J., Hernández-Martínez, J., Ramaekers-Franken, P.C. (2016) Sviluppi attuali nei fertilizzanti a rilascio controllato, International Fertilizer Society, Proceedings 781, p 6. | ||||
Per poter scegliere il concime CRF ideale, è importante tenere in considerazione diversi parametri, tra cui i nutrienti che verranno rilasciati, quelli richiesti dalle piante e il loro livello di avvolgimento.
Una miscela di concimi composta da nutrienti solo parzialmente ricoperti (ad es. 10%) viene spesso paragonata ad un concime a cessione controllata; le sue caratteristiche di durata, efficienza ed effetto sulla sicurezza delle piante sono molto diverse da quelle di un concime avvolto al 100%.
Quanto più il concime viene applicato vicino alla zona radicale, tanto più è importante utilizzare un concime a cessione controllata completamente avvolto; questo significa che esso rappresenta anche la soluzione più efficiente per ridurre le perdite di nutrienti e le emissioni nell’ambiente.
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Prevenire le perdite di nutrienti: lisciviazione di Azoto e Potassio
Nelle aree a clima caldo-temperato o tropicale e in presenza di terreni sciolti e sabbiosi, le perdite di nutrienti per via idrica sono estremamente elevate:
- Azoto (N): l’Azoto nitrico (NO₃⁻) è un anione altamente solubile che non viene trattenuto dal complesso di scambio del terreno. L’avvolgimento protettivo dei CRF evita la presenza improvvisa di elevate concentrazioni di nitrati subito dopo l’applicazione, azzerando le perdite per lisciviazione oltre il franco di coltivazione.
- Potassio (K): anch’esso soggetto a forte lisciviazione nei suoli leggeri ed esposti ad agenti atmosferici intensi. La cessione controllata mantiene il Potassio costantemente biodisponibile per l’assorbimento radicale, consentendo di ridurre i dosaggi per ettaro senza penalizzare la produzione.
Leggi anche: Concimi a base di Azoto.
Leggi anche: Concimi a base di Potassio.
Prove sperimentali: storie di successi in agricoltura
I CRF sono già utilizzati con successo su molte colture agricole in cui l’efficienza dei nutrienti, la riduzione dell’apporto di fertilizzanti ed il numero di applicazioni sono molto importanti.
Tuttavia, non esiste un CRF universale, per ogni coltura e in ogni regione. È fondamentale comprendere le esigenze delle colture e adattare il prodotto alle esigenze della pianta e alle condizioni ambientali.
Tutte queste prenesse sono state dimostrate dai nostri programmi di sperimentazione e dalla ricerca indipendente.

Prova su patata, Paesi Bassi. Un’applicazione di CRF ICL avvolto al 100% (Agrocote® Max, sotto la linea rossa) invece di tre applicazioni di fertilizzanti convenzionali a base di azoto (pratica dell’agricoltore, sopra la linea rossa) ha aumentato la resa totale del 9% e ha generato un reddito aggiuntivo di 450 Euro/ha.

Una prova su caffè nello stato di Minas Gerais, in Brasile, dove il fertilizzante convenzionale viene applicato 3 volte all’anno tramite applicazione superficiale (a sinistra) , rispetto a una formulazione ICL CRF di 4-5M in un’unica applicazione (a destra).
Vai alla pagina delle prove in campo ➜
Ascolta l’esperienza di chi ha già utilizzato i concimi a cessione controllata:
Il futuro dei CRF e le sfide normative
La nutrizione delle piante sta entrando in una nuova era in cui la redditività aziendale deve necessariamente coincidere con la minimizzazione dell’impronta di carbonio.
Nel prossimo decennio, la legislazione dell’Unione Europea in materia di fertilizzanti (Regolamento UE 2019/1009) impone un severo monitoraggio dei polimeri utilizzati per i rivestimenti. ICL si posiziona all’avanguardia di questa transizione: grazie a investimenti massicci nelle linee di produzione di tecnologie biodegradabili come eqo.x, garantisce agli agricoltori europei soluzioni performanti, sicure e pienamente conformi alle più severe tutele ambientali vigenti.
La combinazione di un’agricoltura basata sui dati e l’impiego di tecnologie nutrizionali di precisione rappresenta l’unica via sostenibile per soddisfare la richiesta alimentare globale, riducendo l’impatto ambientale e garantendo un futuro florido all’impresa agricola.
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