Come scegliere il giusto concime idrosolubile in florovivaismo

Patire dalla qualità dell'acqua per individuare il concime idrosolubile più adatto in base alle specifiche condizioni di coltivazione.

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La scarsa qualità dell’acqua di irrigazione in vivaio e floricoltura è la principale causa di molti problemi di coltivazione e crescita delle piante ornamentali. Pertanto, è importante analizzare la qualità dell’acqua e scegliere il concime giusto per quella determinata pianta, in quella specifica fase e condizione di coltivazione. Si tratta di un aspetto cruciale in quanto i sali presenti nell’acqua di irrigazione incidono sul valore EC (conducibilità elettrica) e sul pH del substrato, che e a loro volta influiscono sulla coltivazione delle piante.

 

I 3 passaggi per la scelta del giusto concime idrosolubile

Fase 1:

Eseguire un’analisi dell’acqua d’irrigazione ricercando il valore del pH, il valore di EC e anche il livello di bicarbonato (HCO3), il tipo e la quantità di elementi presenti.

Fase 2:

A seconda del risultato ottenuto con l’analisi, si stabilisce se è necessario acidificare l’acqua. Si raccomanda di eseguire questa operazione se i livelli di bicarbonato sono superiori a 2,5 mmol/litro (=152,75 g/litro). Ricordiamo che per procedere correttamente all’acidificazione è necessario considerare diversi fattori. Ad esempio, la qualità dell’acqua cambia se si miscela acqua di sorgente con acqua piovana, o se l’acqua piovana viene reintegrata.

Fase 3:

Scegliere il concime idrosolubile Peters o Universol adatto alla propria specifica situazione.

Gli schemi sottostanti danno un quadro d’insieme per la scelta se si coltivano piante in vaso contenitore in ambienti coperti oppure in ambienti esterni

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