Gli ottimi risultati di H2Gro con le annuali: una testimonianza

I vivai Arden Lea Nurseries risparmiano su costi di manodopera, acqua e concimazione con H2Gro

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In questa azienda inglese dicono: “Con H2Gro ho semplificato la gestione delle colture, usiamo meno acqua e concime e otteniamo piante di livello qualitativo uguale o perfino migliore”. In più hanno notato che H2Gro apporta benefici anche a rivenditori e ai consumatori finali, in quanto le piante restano migliori più a lungo, nel punto vendita e in post-vendita. “Applicato ad alti dosaggi prima della spedizione, rende un ottimo servizio ai clienti perché mantiene le piante idratate a lungo”.

Il vero potenziale di un prodotto si comprende solo quando lo si prova sul campo. Ci piace quindi condividere l’esperienza di Arden Lea Nurseries (Hesketh Bank – Nord Ovest dell’Inghilterra) che ci dice come sono riusciti a ottimizzare l’uso dell’acqua riducendo l’effetto idrofobico del substrato.

 

Usare le risorse idriche in modo razionale con H2Gro

L’azienda usa soprattutto substrati peat-free (cocco) e produce piante di qualità destinate ai garden della catena B&Q e ai supermercati Booths. Con loro ICL ha condotto la prima prova con H2Gro 2 anni fa, allo scopo di migliorare i problemi di gestione dell’acqua e da allora i responsabili di produzione, David Golding e Barry Townsley, hanno deciso di inserire questo agente umettante nella loro pratica colturale, perché ne hanno visto l’utilità sia per la gestione dell’acqua sia perché si riducono i tempi di lavoro e i costi della nutrizione.

Nei 16 acri di serre (6,4 ha circa), divise tra 5 siti, Lea Arden coltiva oltre un milione di dalie in vaso, pansé, viole del pensiero, viole, fuchsia e pelargonium. Anche la produzione di piante in basket è un segmento molto importante per l’azienda, con gli oltre 800.000 pezzi prodotti nel 2017.

 

Substrati alternativi e agenti umettanti

Il cambiamento da substrati a base di torba a quelli alternativi ha richiesto diverse modifiche nella gestione della coltivazione, fino alla soluzione definitiva, che vede il cocco come substrato di preferenza. “La maggiore porosità del substrato favorisce la radicazione” ci racconta Berry. “Le radici si sviluppano più velocemente e le piante si affrancano più velocemente. La parte superiore del cocco resta più asciutta e abbiamo meno presenza di sciaridi e problematiche legate alle malattie.”

Inizialmente Lea Arden ha spostato la produzione sempre di più sull’utilizzo di substrato di cocco 100%, per rispondere ad una richiesta che B&Q ha formulato 3 anni fa. Il substrato arriva in vivaio in blocchi ed è lavorato e reidratato sul posto.

“L’agente umettante (H2Gro) è incorporato durante la fase di lavorazione – quando frantumiamo i blocchi di cocco e li reidratiamo con acqua”, spiega David. “Con l’agente umettante il processo di reidratazione migliora significativamente: il cocco ha un miglior volume e riempiamo più vasi. Inoltre, ci stiamo accorgendo di altri benefici quando irrighiamo le giovani piante”.

Prima di utilizzare H2Gro, mantenere il cocco sufficientemente idratato era quasi una sfida. Ora possiamo irrigare con minore frequenza. È un’operazione che facciamo a mano e poiché ci affidiamo molto all’uso di idrosolubili di solito concimiamo ad ogni irrigazione. H2Gro ha ridotto di molto le ore dedicate alle irrigazioni, i volumi d’acqua utilizzati e, cosa forse più importante, la quantità di concime usato.

“Facile da usare – una singola applicazione di H2Gro dura l’intera vita della pianta in vaso. Significa che irrighiamo meno frequentemente quando c’è la fioritura, con minori perdite e meno tempo speso nella selezione dei boccioli danneggiati”.

 

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