Coltivare la Soia
Consigli sulla nutrizione

A supporto della filiera italiana della Soia, è stata studiata una specifica gestione nutrizionale.

I nostri consigli per coltivare al meglio la Soia (Glycine max)

  • La Soia è una pianta annuale originaria dell'Asia centro-orientale. Le prime notizie risalirebbero al 2° millennio a.C.. Fino alla fine dell'Ottocento, era coltivata esclusivamente in Cina. Nella seconda metà del XX secolo è stata esportata in tutto il mondo.

  • La soia richiede un terreno limoso, ben drenato, per crescere in modo ottimale. Nei terreni compattati, l'ipocotile si rompe facilmente durante l’emergenza (se sotto pressione). L'apparato radicale non sarà profondo.

  • La temperatura ideale per lo sviluppo va dai 20-35°C. Le temperature inferiori a 15°C possono causare problemi alla germinazione e un potenziale aumento delle malattie fungine. Le temperature superiori a 40°C hanno un effetto avverso sul tasso di crescita, interferendo sulla fioritura e riducendo la capacità di maturazione dei baccelli. Questi problemi sono accentuati in caso di carenze idriche.

  • Per quanto riguarda l'acqua, la soia (che consuma la metà dell'acqua rispetto al mais) non può essere coltivata senza irrigazione se non dove in estate la piovosità è abbondante e regolare.

  • Le carenze idriche, se presenti durante la fioritura, riducono notevolmente la resa, in particolare su superfici sabbiose e su terreni in cui l’apparato radicale è superficiale.

  • Un clima secco è ideale in fase di maturazione.

  • Per il terreno la soia non ha particolari esigenze: sono sconsigliabili solo i terreni troppo umidi e quelli troppo sciolti con un pH di 6,5.

  • È in grado di tollerare, senza apparenti riduzioni produttive, livelli moderati di salinità.

Classificazione

Famiglia Fabaceae
Genere Glycine
Specie Glycine max L.

 

Ogni varietà può avere esigenze leggermente diverse, quindi è consigliabile consultare le informazioni specifiche relative per garantire le condizioni di crescita ottimali. Un esame a 360 gradi del sito produttivo è la base di partenza.

È fondamentale eseguire una previa analisi chimico-fisica del terreno per determinare il corretto valore di nutrienti da apportare, e un’analisi chimico-agraria dell’acqua di irrigazione.

 

Caratteristiche botaniche

La Soia è una pianta erbacea annuale, tipicamente crescente durante l’estate, caratterizzata da una copertura completa di peli bruni o grigi. Può raggiungere un’altezza compresa tra i 70 e i 130 centimetri ed ha un portamento che può variare da eretto a cespuglioso. Il suo sistema radicale ha una capacità di penetrazione media nel terreno ed è colonizzato da un simbionte specifico noto come Rhizobium japonicum.

Le foglie della soia sono composte da tre foglioline (trifogliate), sebbene il primo paio possa avere una sola foglia. I fiori crescono in gruppi di 2-5 e formano infiorescenze chiamate racemi. Nelle varietà indeterminate, che continuano a crescere dopo l’inizio della fioritura, i fiori sono posizionati nelle ascelle delle foglie. Nelle varietà determinate, invece, l’arresto dello sviluppo avviene quando compare un lungo racemo all’apice, composto da diversi fiori.

I fiori della soia possono essere di colore bianco o viola e sono caratterizzati dalla fecondazione autogama, ma non tutti producono frutti fertili, con una percentuale significativa di aborti. I frutti sono dei baccelli villosi, appiattiti e pendenti, che contengono di solito 3-4 semi. Questi semi possono presentare una forma tondeggiante, ovale o più o meno appiattita, e vengono in vari colori come il giallo, il bruno, il verdognolo o il nero, con un piccolo e poco marcato ilo. Il peso dei semi può variare da 50 a 450 mg, con le cultivar destinate alla produzione di olio che solitamente rientrano nell’intervallo compreso tra 100 e 200 mg. L’olio e le proteine sono concentrati principalmente nei cotiledoni dei semi di soia.

 

Fabbisogno di nutrienti

Requisiti nelle regioni temperate, USA

Parte della piantaN kg/tP kg/tK kg/tCa kg/tMg kg/tS kg/tB
g/t
Cu g/tFe
g/t
Mn g/tZn g/t
Baccelli (asporto)5911.52.611.62.63.43211.6722842
Altre parti233.22931.612.62.3647.21819259
Totale (assorbito)82
14.752
34.515.25.79718.8253120101
% asporti72%78%44%8%17%60%33%61%28%23%41%

Fonte: Bender et al., 2015, USA. Media di 3 varietà e rendimento di 3,4 t/ha

 

Requisiti nelle regioni tropicali, Brasile

Parte della piantaN kg/tP kg/tK kg/tCa kg/tMg kg/tS kg/tB
g/t
Cu g/tFe g/tMn g/tZn g/t
Baccelli (asporto)544.8182.82.52.83111.5653941
Altre parti242301.38.21.4518.331015934
Totale (assorbito)78
6.848
22.110.74.28219.837519875
% asporti69%71%37%13%24%66%38%58%17%20%55%

Fonte: Embrapa (2020), Brasile. Media di 5 varietà e rendimento di 3,4 t/ha

 

Dinamica dell’assorbimento dei nutrienti durante il ciclo colturale della soia

La soia cresce nelle più varie tipologie di terreni al mondo, ad es. Molisol e Alfisol (neutri – alcalini, con elevata fertilità) fino a Oxisol e Ultisol (acidi, con bassa fertilità). È importante gestire correttamente la fertilità di ogni tipo di terreno per cercare una soluzione redditizia per l’agricoltore.

Molto simile in termini di assorbimento dei nutrienti nelle regioni, ad eccezione del fosforo, maggiori nella granella di terreni più ricchi.

  • Incremento dell’assorbimento durante lo sviluppo dei baccelli e della granella
    • N, P, Ca e Mg 50-55% di assorbimento fino a R4; (45-50% in seguito)
    • S – 45% fino a R4 (55% in seguito)
    • K2O – 50% fino a R2 (50% in seguito)
  • Possibile risposta maggiore alla concimazione separata nelle superfici sabbiose (in particolare per K2O e S), parte in banda alla semina e parte in topdressing 2-3 settimane dopo
  • Altra possibilità uso di concimi a cessione controllata

Fonte: Bender et al., 2015, USA. Media per 3 varietà e rendimento di 3,4 t/ha

Fabbisogni nutritivi

Azoto

È uno dei nutrienti alla base della nutrizione delle piante. Nel caso della soia, è l’elemento richiesto in quantità maggiori: sono necessari 80kg di N per 1.000kg di soia. Bisogna sottolineare che la maggior parte di tale fabbisogno è colmato dall’azoto già presente nell’aria, che viene assorbito tramite la fissazione simbiotica attivata dal batterio Rhizobium (presente nella zona radicale). 

Questo processo di fissazione naturale non fornisce tutto l’azoto richiesto dalla pianta. Per questo, è necessario concimare con un fertilizzante a base N (che non deve superare la quantità di 20kg N/ha). La carenza di tale elemento provoca una clorosi totale delle foglie più vecchie, seguita da necrosi.

Fosforo

Nelle piante, ha una funzione direttamente correlata all’immagazzinamento dell’energia. È essenziale per l’assorbimento dei nutrienti dalla fotosintesi e per il suo ruolo nell’accumulo di composti organici ad alto valore energetico (oli)

La carenza di tale elemento provoca una crescita ridotta della pianta e le foglie più vecchie presentano un colore verde-bluastro.

Potassio

È importante per la formazione e il traslocazione dei carboidrati; inoltre, determina una riduzione delle malattie fungine; di conseguenza, un apporto sufficiente favorirà uno sviluppo sano della pianta.

La carenza di tale elemento provoca la clorosi internervale, seguita da necrosi ai margini e all’apice delle foglie vecchie. I baccelli sono piccoli, rugosi e deformati.

Calcio, magnesio e zolfo

Sono nutrienti importanti rispettivamente per la crescita radicale, per la fotosintesi e per la formazione della granella.

Molbideno

È un costituente dell’enzima nitrogenasi nei batteri dell’azotofissazione e, insieme al cobalto, è essenziale per un’efficace nodulazione e fissazione biologica. L’apporto di questi micronutrienti è diventato una pratica di base sulla maggior parte dei terreni in cui si coltiva la soia.

Manganese

È necessario prestare un’attenzione particolare, poiché è stato riscontrato un aumento nella carenza di questo elemento. La riduzione nell’assorbimento di questo nutriente è dovuta all’uso delle varietà di RR ( Roundup Ready – tolleranza al glifosato) e all’eccessiva calcitazione.

Boro

Ha un ruolo importante nella germinazione del polline e nella crescita del tubo pollinico.

In caso di carenza o di bisogno latente di boro, la produzione della granella subirà ripercussioni negative.

Il consiglio dell’esperto: aspetti chiave della concimazione

La soia richiede una buona nutrizione per la crescita e lo sviluppo; l’indisponibilità dei nutrienti porta a una crescita delle piante anomala o sub-normale. Le piante mostrano sintomi caratteristici da carenza di nutrienti.

La soia è una pianta ad alto contenuto proteico e richiede una grande quantità di azoto (N) per poter effettuare la sintesi degli amminoacidi e delle proteine (80 kg N/t granella). La fonte principale di azoto per le piante è l’azotofissazione biologica, una conversione da parte dei noduli radicali dell’N 2 atmosferico in ammonio (NH4+).

Per migliorare l’azotofissazione biologica e per evitare di applicare concime a base di azoto, l’agricoltore deve effettuare l’inoculazione con Bradyrhizobium  (minimo 1,2 milioni di cellule vitali per ogni seme).

L’intervallo ideale di pH nel terreno è 5.5-7.0. La calcitazione deve avvenire per innalzare il pH dei terreni acidi al di sopra di 5.5, apportando Ca e Mg, aumentando l’efficacia della concimazione e dell’azotofissazione biologica.

L’apparato radicale della soia ha bisogno di una quantità idonea di calcio nel profilo del terreno e ha una bassa tolleranza alle concentrazioni elevate di alluminio nel terreno. Per ridurre o eliminare la tossicità di Al e per aumentare Ca negli strati più profondi di 20 cm, è necessario utilizzare il solfato di calcio (CaSO4) o i concimi che lo contengono al loro interno.

P e K sono presenti con disponibilità sufficienti nel terreno.

In generale, il livello di P nel terreno che deve essere mantenuto è di almeno 20 mg/dm3 o oltre. Nei terreni da leggermente acidi ad alcalini, in cui gli estrattori maggiormente utilizzati di P sono Bray-1 e Olsen, i dosaggi di P2O5 variano da 20 a 90 kg/ha in funzione della quantità nel terreno. D’altro canto, nei terreni più acidi con una maggiore capacità di azotofissazione tramite gli ossidi di alluminio e ferro, il principale estraente è Mehlich-1, e i dosaggi di nutrienti sono maggiori, almeno 60 kg/ha di P2O5, raggiungendo valori superiori a 150 kg/ha; in questi casi, si raccomanda di applicare la parte prima della semina (come soluzione correttiva), mentre il resto deve essere applicato durante la semina. I concimi idrosolubili devono essere utilizzati per mantenere il potenziale di rendimento della coltura; le fonti principali sono: Perfosfato Semplice (SinglePhos), Perfosfato Triplo (TriPhos) e Nova MAP.

Il livello di K deve essere superiore a 120 mg/dm3. La fonte principale è KCL, ma ci sono alcune fonti alternative per l’apporto di K e altri macronutrienti (ad es. Polyhalite per l’apporto di K, Ca, Mg, S). I dosaggi sono variabili in funzione della quantità di K nel terreno, da 50 kg/ha a 120 kg/ha di K2O.

Nelle aree in cui il solfato di calcio non è stato applicato per ridurre la tossicità di Al, lo zolfo deve essere applicato insieme al concime a base di PK. Negli Oxisol e Ultisol, i dosaggi suggeriti vanno da 3 a 5 kg per tonnellate di granella prodotte. In Molisol e Alfisol si suggerisce di applicare il nutriente nei campi con uno storico di bassa produttività delle colture, ad es. erba medica e mais, con dosaggi che vanno da 10-15 kg/ha.

Ca e Mg sono normalmente apportati tramite la calcitazione. Tuttavia, negli Oxisol con CTC inferiore, le risposte all’applicazione di questi nutrienti attraverso i concimi con idrosolubilità hanno mostrato risposte positive. Si suggerisce di apportare 15-20 kg/ha di Ca e 5-10 kg/ha di Mg.

Presenza dei micronutrienti nella concimazione, inclusi Mo e Co, per supportare l’azotofissazione biologica. Negli Oxisol e Ultisol acidi, le carenze principali riguardano: boro (B), rame (Cu), molibdeno (Mo), manganese (Mn), zinco (Zn) e le forme di applicazione possono essere alla semina, in copertura o attraverso applicazioni fogliari. Nei terreni alcalini, le principali carenze sono: ferro (Fe), manganese (Mn), zinco (Zn).