Guida alla coltivazione della
vite da vino

In questa guida completa esplorerai le migliori tecniche professionali per la coltivazione della vite da vino, dal trapianto alla gestione nutrizionale, fino alla raccolta ottimale per vini di eccellenza.

Sapevi che...

  • La vite è in grado di adattarsi ai terreni più svariati, se la profondità, l’impasto e le condizioni idriche sono favorevoli. Può crescere anche in terreni con scarsa fertilità ma sempre ben drenati.

  • Nei terreni con un pH superiore a 7,5, possono insorgere carenze di fosforo e di altri nutrienti.

  • Le piogge, sia troppo abbondanti che scarse, durante il periodo di maturazione possono provocare diverse malattie fungine.

  • L'irrigazione a goccia ottimizza l'apporto idrico per la produzione di uva. Oggi è il principale metodo di irrigazione negli ambienti a crescita intensiva.

  • Benché la vite abbia una buona resistenza alla siccità, è frequente il caso in cui le piogge siano insufficienti a compensare le perdite, sia dovute all’evaporazione sia al consumo della pianta.

  • Nel periodo che va dall’allegagione alla chiusura del grappolo, la disponibilità di acqua influisce sul numero di internodi, sulla dimensione delle foglie e dell’acino.

  • Un moderato stress idrico è utile per assicurare una buona maturazione dell’acino, e quindi l’irrigazione non deve eliminare questo stress, ma solo ridurlo (stress controllato).

  • Altri fattori da considerare per la scelta del sito sono la disponibilità di luce solare, l'assenza di vento forte e la possibilità di grandine.

  • Nella scelta della zona adeguata in cui impiantare un vigneto, i fattori da tenere in considerazione sono i microclimi, l’aria e la capacità di drenaggio del terreno.

  • La stagione estiva deve essere lunga e calda, per un'ottimale maturazione dei frutti e crescita vegetativa.

  • La stagione invernale deve essere lunga e fredda per garantire un periodo di riposo vegetativo adeguato.

  • Le gelate tardive primaverili rappresentano una minaccia poiché possono danneggiare e distruggere i grappoli floreali.

Vite da vino rosso
Vite da vino bianco

 

Caratteristiche botaniche della vite da vino (Vitis Vinifera)

La Vitis vinifera è la specie più coltivata a livello mondiale per la produzione di uva da vino. È una pianta rampicante, decidua, caratterizzata da radici profonde e un ciclo vitale che si adatta a diverse condizioni climatiche e pedologiche.

Le foglie sono palmate, i fiori sono piccoli e raccolti in infiorescenze chiamate “grappoli”, che si trasformano poi nei frutti, gli acini d’uva.

La vite è una pianta autofertile, ma l’impollinazione incrociata può comunque contribuire a una migliore allegagione. La sua longevità e la capacità di esprimere le caratteristiche del terroir la rendono unica nel panorama agricolo.

 

Consigli generali per la coltivazione e cura della vite da vino

Temperatura

Nei mesi invernali, tollera fino a -16/-18 °C, purché i freddi non siano improvvisi e siano alternati a giornate calde. I livelli termici ottimali per il germogliamento sono di 9/10°C, per la fioritura sono di 18/22°C e per l’invaiatura di 22/26°C. La temperatura ottimale per la maturazione è di circa 20/24°C.

Ritorni di freddo in fase di germogliamento possono provocare danni con perdite di produzione, anche totali.

Terreno

Ha un’ottima capacità di adattamento a diversi suoli. Predilige terreni con pH tra 6 e 8, di medio impasto e ben drenati. Da evitare suoli troppo sabbiosi, salini e asfittici.

Salinità

Ha una tolleranza medio-bassa alla salinità. Una corretta gestione agronomica e nutrizionale consente di produrre uve di qualità anche in condizioni difficili.

Esposizione solare

Richiede una buona esposizione al sole e stagioni estive abbastanza lunghe e calde per consentire la completa maturazione dei grappoli.

 

Quando trapiantare la vite da vino: il periodo migliore

Il momento del trapianto della vite da vino è una fase essenziale per l’insediamento e la crescita ottimale della coltura. In genere, il periodo migliore per la messa a dimora delle barbatelle (giovani viti) è la fine dell’inverno o l’inizio della primavera, quando il terreno non è gelato e inizia a riscaldarsi. Questo permette alle radici di svilupparsi prima dell’arrivo delle alte temperature estive. È fondamentale preparare adeguatamente il terreno, garantendo un buon drenaggio e, se necessario, correggendo il pH.

Barbatelle di Vite

Barbatelle di Vite

Per approfondire le tecniche di impianto e le diverse tipologie di barbatelle, consulta la nostra guida al trapianto della vite da vino.

 

Concimazione della vite da vino: strategie nutrizionali per ogni fase

Una corretta concimazione della vite da vino è cruciale per la salute della pianta, la quantità e la qualità della produzione.

I fabbisogni nutrizionali variano in base alla fase fenologica, al tipo di terreno e alla varietà. In generale:

  • Azoto (N) ➜ Importante nelle fasi di sviluppo vegetativo e per la crescita dei tralci, ma va gestito con cautela per evitare un eccessivo vigore che potrebbe penalizzare la qualità del grappolo.
  • Fosforo (P) e Potassio (K) ➜ Sono fondamentali per lo sviluppo radicale, la fioritura, l’allegagione e la maturazione degli acini. Il potassio, in particolare, è essenziale per la sintesi degli zuccheri e l’equilibrio acido nell’uva.
  • Micronutrienti ➜Boro, Zinco, Ferro, Manganese e Rame sono necessari in piccole quantità ma indispensabili per numerosi processi enzimatici e metabolici. Carenze di questi elementi possono compromettere la crescita e la produzione.

La fertilizzazione della vite da vino dovrebbe basarsi su analisi del terreno e delle foglie per identificare eventuali carenze e calibrare gli apporti. È consigliabile adottare una strategia di concimazione bilanciata, utilizzando fertilizzanti a lenta cessione o concimi specifici per ogni fase, come quelli proposti da ICL.

La vite si caratterizza per asportazioni NPK in rapporto di circa 2:1:3, tuttavia la gestione della fertilizzazione e gli apporti di macro e mesoelementi devono essere eseguiti tenendo conto del carico produttivo e soprattutto della cultivar e dell’obiettivo enologico.

Inoltre, è bene considerare che, se la fertilizzazione avviene mediante l’impiego di tecniche ad elevata efficienza (come fertirrigazione proporzionale, integrazione fogliare e impiego di concimi granulari a cessione controllata), è possibile ridurre le unità distribuite rispetto a una gestione “tradizionale”.

  • È bene monitorare e prevenire le microcarenze, soprattutto in prossimità della fioritura;
  • Gli apporti di calcio finalizzati all’accumulo nel grappolo devono essere concentrati dalla fioritura alla chiusura grappolo;
  • È bene prevenire la carenza di magnesio, specialmente nelle cultivars sensibili, per evitare fisiopatie come il disseccamento apicale del rachide.

In base all’obiettivo enologico e alla produzione stimata, gli apporti di nutrienti dovranno essere differenziati. Approfondire le carenze nutrizionali della vite da vino può inoltre aiutare a prevenirle o ad identificare i vari sintomi.

Per un approfondimento sulle migliori pratiche e prodotti per la nutrizione della vite, visita la nostra sezione dedicata alla concimazione della vite da vino.

Inoltre, per superare il riposo invernale, è importante scegliere il giusto fertilizzante per la concimazione autunnale e soprattutto applicarlo nel momento giusto. Per questo, il nostro agronomo racconta in questo articolo tutto ciò che c’è da sapere su come, quanto e quando concimare la vite da vino in autunno in post-raccolta.

 

Le carenze nutrizionali della vite da vino: come riconoscerle e prevenirle

Azoto ➜ L’azoto è l’elemento nutritivo decisivo per lo sviluppo dell’apparato vegetativo, ma è anche il più difficile da gestire. Un eccesso d’azoto influisce negativamente sulla qualità dell’uva, con una vegetazione più rigogliosa e una maggiore sensibilità alle malattie. La carenza, invece, non permette un equilibrato sviluppo, riducendo l’attività fotosintetica e la resa finale. È importante tenere sempre a mente che l’apporto di azoto varia anche in base al tipo di vigneto.

Foglie con evidenti segni di carenza di Azoto.

Foglie con evidenti segni di carenza di Azoto.

Fosforo ➜ Il fosforo è un altro elemento fondamentale e viene spesso somministrato oltre le reali necessità. Un eccesso di fosforo può ridurre la capacità di assorbimento di altri elementi come ferro, manganese e zinco. La carenza, anche se rara, può causare dei gravi danni e compromettere lo sviluppo della pianta.

Foglia che mostra segni di carenza di Fosforo.

Foglia che mostra segni di carenza di Fosforo.

Potassio ➜ Il potassio svolge un ruolo di contenimento degli effetti negativi dati da un eccesso di azoto, favorisce la produzione e aumenta il contenuto zuccherino nell’acino. La carenza causa una qualità dell’uva inferiore.

Calcio ➜ Il calcio è un elemento importante nel processo di lignificazione e di maturazione del legno, conferendo una maggiore tolleranza al freddo e alle gelate. Mentre il calcio si accumula nelle foglie durante tutta la stagione di crescita, gli acini hanno un basso contenuto in Ca, che va a diminuire durante la maturazione. È fondamentale per l’elasticità della parete cellulare poiché riduce il rischio di spaccature che portano a un peggioramento qualitativo del mosto (soprattutto in caso di umidità elevata). Sono consigliate applicazioni fogliari di prodotti contenenti calcio, in modo da mantenere la corretta consistenza degli acini. Un apporto adeguato di calcio previene il marciume apicale dei frutti e garantisce una maggior conservazione post vendita.

Magnesio ➜ Il magnesio è uno dei principali componenti della molecola della clorofilla. Una carenza provoca una clorosi internervale sulle foglie, con un colore tendente al giallo pallido sui bordi esterni. Le nuove foglie appaiono invece gialle con macchie scure. Il rapporto di potassio e magnesio nelle foglie è direttamente correlato alla frequenza dei sintomi da carenza di Ca e spesso si manifestano come disseccamento del rachide.

Foglie che presentano sintomi da carenza di Magnesio.

Foglie che presentano sintomi da carenza di Magnesio.

Foglie che presentano sintomi da carenza di Magnesio.

Foglie che presentano sintomi da carenza di Magnesio.

Ferro ➜ Essenziale per le proteine e la sintesi della clorofilla. Fattore importante in molti enzimi, associato ai sistemi di trasferimento dell’energia e respiratorio.

Foglia che presenta sintomi da carenza di Ferro.

Foglia che presenta sintomi da carenza di Ferro.

Manganese ➜ è responsabile della traslocazione degli zuccheri e dei carboidrati. Importante anche nel processo di impollinazione e produzione di sementi. Essenziale anche nella formazione delle pareti cellulari e nel processo di divisione cellulare. Aiuta anche l’assorbimento e l’utilizzo di Ca.

Foglia che presenta sintomi da carenza di Manganese.

Foglia che presenta sintomi da carenza di Manganese.

Zinco ➜ Favorisce la produzione di auxina, un ormone della crescita essenziale. Promuove la sintesi delle proteine e della clorofilla. Necessario per la formazione dell’amido e per il corretto sviluppo della zona radicale.

Foglia con sintomi da carenza di Zinco.

Foglia con sintomi da carenza di Zinco.

Rame ➜ Microelemento essenziale per il metabolismo delle piante, per la produzione dei carboidrati e che favorisce l’assorbimento di azoto. Componente di base degli enzimi coinvolti nella costruzione e conversione degli amminoacidi in strutture proteiche.

Molibdeno ➜ Elemento che svolge una funzione di supporto nelle reazioni metaboliche e converte i nitrati in amminoacidi. Converte il fosforo inorganico in forme organiche.

Per conoscere tutti gli asporti in base alla varietà, all’obiettivo enologico e all’unità di ferilizzanti applicati, vai al piano di concimazione della vite da vino!

Oppure, consulta la nostra guida alle carenze nutrizionali della vite da vino. Riconoscere questi segnali in modo tempestivo è fondamentale per intervenire con le giuste strategie agronomiche e prevenire cali di produzione, compromissione della qualità delle uve e indebolimento generale della pianta.

 

Malattie comuni della vite da vino e come prevenirle

La vite è soggetta a diverse patologie che possono comprometterne seriamente la produzione. La prevenzione delle malattie della vite è la chiave per un vigneto sano e produttivo. Tra le più comuni:

  • Peronospora (Plasmopara viticola): Causata da un fungo, si manifesta con macchie oleose sulle foglie e muffa biancastra sui grappoli. La prevenzione include trattamenti con prodotti a base di rame e fungicidi specifici.
  • Oidio o Mal Bianco (Erysiphe necator): Provoca una patina biancastra su foglie, tralci e acini. Si previene con prodotti a base di zolfo e fungicidi sistemici.
  • Botrite o Muffa Grigia (Botrytis cinerea): Colpisce principalmente i grappoli in fase di maturazione, specialmente in condizioni di elevata umidità. Una buona aerazione del vigneto e trattamenti specifici possono limitarne la diffusione.
  • Flavescenza Dorata: Una malattia da fitoplasma trasmessa da un insetto vettore (Scaphoideus titanus). Richiede l’estirpazione delle piante infette e il controllo del vettore.

Una gestione agronomica attenta, che include potature corrette, un’adeguata aerazione del vigneto e un monitoraggio costante, è fondamentale per prevenire e controllare queste patologie.

 

Consigli per l’irrigazione della vite da vino

L’irrigazione della vite da vino è un fattore critico, soprattutto in climi siccitosi o durante periodi di stress idrico. La vite è una pianta che tollera bene la siccità, ma un deficit idrico prolungato può compromettere la crescita vegetativa e lo sviluppo dei grappoli, influenzando negativamente la qualità e la quantità della produzione.

  • Fasi critiche: L’irrigazione è particolarmente importante nelle fasi di germogliamento, fioritura, allegagione e invaiatura (cambio di colore degli acini), quando la pianta ha maggiori fabbisogni idrici.
  • Tecniche: L’irrigazione a goccia è la soluzione più efficiente, in quanto permette di fornire acqua direttamente all’apparato radicale, minimizzando gli sprechi e l’umidità sul fogliame, riducendo il rischio di malattie fungine.
  • Quantità: L’apporto idrico deve essere calibrato in base alle esigenze della pianta, al tipo di terreno e alle condizioni climatiche, evitando eccessi che potrebbero diluire gli zuccheri negli acini o favorire malattie.

 

Soluzioni ICL per la coltivazione della vite da vino

Epoca di interventoProdottoScopoDettagli
GermogliamentoAgromaster
o
PLUS
Apporto di nutrienti ad elevata efficienzaApporto di elementi nutritivi con azoto a cessione controllata (Agromaster®) o a pronta cessione (PLUS®) e integrazione di mesoelementi (calcio, magnesio e zolfo).
Da germogli 10 cm a pre-friorituraNova PeKacid





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Allungamento del rachide e prevenzione acinellaturaPulizia ali gocciolanti, acidificazione acqua, stimolo apparato radicale.


Spinta vegetativa, prevenzione clorosi e stimolo apparato radicale.


Allungamento rachide e prevenzione microcarenze in fase di fioritura.
Pre-fioritura, fioritura e allegagioneBEOZ Adamite
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Allegagione e prevenzione acinellatura.BEOZ Adamite è un biostimolante che promuove la moltiplicazione cellulare e previene danni causati da stress abiotici sulla pianta. Contiene: Ascophyllum nodosum, aminoacidi vegetali, estratti d’alga, metaboliti
Da fioritura a chiusura grappoloNovAcid


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Incremento grado zuccherino e potenziamento della fotosintesi.Riempimento grappolo e accumulo di calcio e potassio negli acini per incremento grado zuccherino ed elasticità della buccia. Potenziamento della fotosintesi.
Da chiusura grappolo a maturazioneSolinure FX





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Agroleaf Power High K
Incremento grado zuccherino e coloreContenimento vigoria, incremento grado zuccherino e uniformità di maturazione.


Incremento attività fotosintetica, aumento peso acini e incremento grado zuccherino.
Post-raccoltaPLUS
o
Polysulphate
Reintegro nutrienti in post-raccoltaAccumulo riserve per la primavera successiva.

Per avere i dettagli sui dosaggi, modalità di applicazione e prodotti specifici in base alla varietà, scarica il piano di concimazione della vite da vino!

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Q&A

Ecco alcune domande frequenti che abbiamo ricevuto dagli agricoltori!

Una vite da vino inizia generalmente a produrre uva utilizzabile per la vinificazione dal terzo anno di vita, con una piena produzione raggiunta solitamente dal quinto al settimo anno.

La Vitis vinifera è generalmente ermafrodita, ovvero i suoi fiori contengono sia organi maschili (stami) che femminili (pistillo), rendendola autofertile. Non è necessario distinguere piante “maschio” e “femmina” come per il kiwi.

La vite si pianta a partire da barbatelle (giovani viti innestate), generalmente in primavera. È fondamentale preparare il terreno, scavare buche adeguate, posizionare la barbatella con l’innesto sopra il livello del suolo e assicurare un buon contatto delle radici con la terra, seguendo le distanze di impianto appropriate per il tipo di allevamento.

Per una fruttificazione ottimale, è essenziale una corretta gestione agronomica: potatura equilibrata, adeguata nutrizione (azoto, fosforo, potassio e micronutrienti), gestione dell’irrigazione, controllo delle malattie e dei parassiti, e un’esposizione solare ottimale.

Non esiste un “miglior” concime universale, ma la scelta dipende dalle analisi del terreno, dalle esigenze specifiche della varietà, dalla fase fenologica e dagli obiettivi di produzione. Generalmente, un concime bilanciato che apporti azoto, fosforo, potassio e micronutrienti è consigliabile, spesso in formulazioni a lenta cessione o idrosolubili per la fertirrigazione.

Nel contesto viticolo italiano sono più di 545 le varietà di uve da vino: alcune hanno grande diffusione, altre sono limitate a una o due province. Tra le tante ricordiamo:

– Vitigni da uve bianche: Albana, Bombino Bianco, Catarratto (bianco comune o bianco lucido); Insolia Bianca, Malvasie, Moscati, Pinots, Prosecco, Riesling, Tocai Friulano, Trebbiani, Vernacce;

– Vitigni da uve rosse: Aglianico, Barbera, Cabernets, Canaiolo, Cannonau, Dolcetto, Lambrusca, Marzemino, Melot, Nebbiolo, Pinot Nero, Sangiovese.

Ovviamente, questo è solo un breve elenco poiché le varietà di vitigni autoctoni italiani sono tantissimi e spesso tipici (esclusivi) della regione in cui vengono coltivati.

Il concime con formulazione NPK 20-20-20 è un fertilizzante bilanciato, il che significa che apporta Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) in proporzioni uguali. Sulla vite da vino, un concime con questa titolazione può essere utilizzato in diverse fasi, ma la sua applicazione deve essere ben ragionata in base alle specifiche esigenze della pianta e agli obiettivi produttivi.

 

A cosa serve un concime 20-20-20 sulla vite da vino?

  • Sostegno dello sviluppo vegetativo equilibrato

Azoto (N) ➜ Essenziale per la crescita di foglie e germogli, la sintesi proteica e la fotosintesi. Un apporto bilanciato di azoto, soprattutto nelle prime fasi vegetative (dalla ripresa vegetativa alla pre-fioritura e fino all’allegagione), promuove una buona massa fogliare necessaria per la fotosintesi e la produzione di zuccheri.
Fosforo (P) ➜ Fondamentale per lo sviluppo radicale, la fioritura, l’allegagione e la maturazione dei frutti. Contribuisce ai processi energetici della pianta e alla formazione dei tessuti.
Potassio (K) ➜ Cruciale per la regolazione del turgore cellulare (resistenza allo stress idrico), il trasporto degli zuccheri all’interno della pianta, l’ingrossamento degli acini e il miglioramento della qualità del mosto (zuccheri, acidità, aromi).

  • Concimazione di mantenimento in fase di pieno sviluppo

Può essere utilizzato come concime di mantenimento o per “bilanciare” l’apporto nutritivo in periodi di elevata attività metabolica, come durante l’ingrossamento degli acini e la fase di pre-invaiatura. In queste fasi, la pianta ha bisogno di tutti e tre i macronutrienti per sostenere la crescita dei grappoli e iniziare l’accumulo di riserve.

  • Correzione di carenze multiple o generiche

Se le analisi fogliari o del terreno indicano una carenza generalizzata di macroelementi, un 20-20-20 può essere una soluzione rapida ed efficace per ripristinare l’equilibrio nutritivo. Spesso questi concimi contengono anche microelementi chelati (come Boro, Ferro, Manganese, Zinco), che prevengono o curano eventuali micro-carenze.

  • Applicazione fogliare o in fertirrigazione

I concimi 20-20-20 sono solitamente idrosolubili e adatti per applicazioni fogliari (assorbimento rapido attraverso le foglie) o in fertirrigazione (distribuzione con l’acqua di irrigazione, permettendo un apporto mirato e continuo alle radici). La via fogliare è spesso preferita per interventi rapidi in caso di stress o per integrazioni specifiche.

 

Considerazioni importanti

  • Non è sempre la scelta ideale

Sebbene bilanciato, un 20-20-20 potrebbe non essere la scelta più specifica per ogni fase fenologica della vite. Ad esempio, in pre-fioritura potrebbe essere preferibile un titolo con più fosforo, e in fase di maturazione uno con più potassio.

  • Analisi del terreno e fogliari

La decisione sull’uso e il dosaggio del 20-20-20 (o di qualsiasi altro concime) dovrebbe sempre basarsi su analisi accurate del terreno e dei tessuti vegetali. Questo permette di identificare le reali esigenze della vite e di evitare sprechi o squilibri nutritivi.

  • Obiettivi enologici

In viticoltura da vino, la concimazione non mira solo alla quantità, ma soprattutto alla qualità. L’eccesso di azoto, ad esempio, può portare a una vigoria eccessiva e compromettere la qualità dell’uva (riduzione del grado zuccherino, diluizione degli aromi, maggiore suscettibilità alle malattie).

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Prodotti consigliati

Per le raccomandazioni su quando utilizzare questi prodotti, consultate il piano di concimazione.

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